20/09/13

The freedom of Palestine

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Ancora un altro messaggio dal cielo: la mia Stellina continua a sognarmi.
Io continuo a sognare lei, ma che triste che non riesco più a sentirla.
La colpa è mia, perché sono io che non la capisco e non le rispondo più, se non in sogno.
Le stelle non sbagliano mai...o quasi.
Non per cercare una scusa in proposito ma credo anche che sia Gaza che fa veramente diventare matti...l'altro giorno infatti mi sono addirittura chiesto come mai la mia Stellina non mi chiamasse al telefono...come se le stelline per parlare avessero bisogno della tecnologia.
Le stelle esistono da milioni di anni ed hanno sempre parlato all'umanità senza bisogno di computer o cellulari. Siamo noi esseri umani che oggi, convinti di essere progrediti non ci rendiamo conto che siamo tornati indietro di anni e che per comunicare siamo schiavi della tecnologia.
Tutti gli altri animali continuano a comunicare fra loro e non ho mai visto un delfino o un elefante con un cellulare.
Comunque dicevo che vivere in questa prigione fa impazzire. Basta che succeda qualcosa in Medio Oriente e le ripercussioni si sentono più forte qua che altrove.
In Egitto è in corso una sorta di guerra civile? La colpa è dei palestinesi e allora viene chiuso Rafah che è la sola via di comunicazione con il resto del mondo e vengono distrutti i tunnel costringendo Gaza ad una delle peggiori crisi degli ultimi anni. Le altre uscite sono chiuse a chiave dai secondini israeliani che lasciano passare solo gli internazionali.
Se poi li accusi di razzismo e discriminazione ti chiamano antisemita.
E neanche tutti gli internazionali possono uscire dalla Striscia di Gaza da Erez, a nord.
Io per esempio che sono entrato a Gaza da sud, dal valico di Rafah al confine con l'Egitto, non posso uscire dal valico di Erez. Un pò come se un turista inglese che entra in Italia dalla Francia non può uscire dal confine con la Svizzera, bizzarro vero?
Gli Stati Uniti vogliono attaccare la Siria nel loro stupido Risiko? La colpa è... come? Pensate che gli USA non stiano giocando a Risiko ed io ho troppa fantasia? Se il vostro obiettivo fosse conquistare l'Iran non mettereste prima al sicuro con un bel pò di armate l'Iraq, l'Afganistan, la Siria, il Libano e un pò di rinforzi nelle retrovie Egiziane per non correre rischi? No?! Allora probabilmente non avete mai giocato a Risiko.
Ma non mi voglio dilungare troppo e come promesso vi scrivo la storia che la mia Stellina mi ha raccontato nel sogno precedente, sperando che torni presto a parlarmi perché raccontate da lei le storielle sono molto più carine.
Io non sono molto bravo a scrivere.
Il racconto si intitolava “La Storia del Pane chiamato Libertà” e spero di ricordarlo esattamente come me lo ha raccontato nel sogno la mia Stellina.
Diceva la mia Stellina che...
«Milioni di anni fa sono state le stelle a creare il mondo.
Era la prima volta che creavano il mondo e non sapevano bene come fare, così per cominciare hanno inventato gli animali. I primi animali erano delle formichine. Le stelle erano tutte contente di vedere queste formichine girare per il mondo e così si misero a danzare, cantare e brillare in cielo soddisfatte del loro primo risultato. Dopo molto ballare, stanche di tanta musica e tante luci, le stelle, che ancora non avevano inventato il cibo, si accorsero che le formichine stavano morendo di fame.
Prese dal panico, le stelline senza troppo pensare, decisero di creare il pane e mandarlo sulla terra per dare da mangiare alle formichine. Le stelline pensarono che questo pane dovesse essere molto grande per poter sfamare tutte le formichine. Così crearono una pagnotta gigante e la mandarono sulla terra. Di nuovo, soddisfatte del loro lavoro si misero a danzare, ridere e brillare in cielo senza prestare attenzione a cosa succedeva alle loro creature sulla terra.
Non appena le formichine sentirono l'odore del pane caldo appena fatto, si precipitarono in massa. Una volta arrivate davanti al pane si accorsero che era veramente grande e iniziarono a pensare a come fare per portarselo a casa.
Con la frenesia tipica di chi ha fame e per la paura di rimanere senza, le formichine iniziarono a tirare la pagnotta da una parte e dall'altra, di sopra e di sotto e non riuscirono a muovere il pane di un solo millimetro.
Iniziarono allora grandi discussioni su come fare e si formarono gruppi, ognuno dei quali convinto di avere la soluzione giusta e di essere l'unico in grado di riuscire a portare a casa la pagnotta gigante. Una volta prevaleva l'idea di un gruppo ma gli altri, gelosi, non collaboravano e si fermavano a guardare soddisfatti che la pagnotta fosse ancora lì, immobile al suo posto, dimenticandosi che portare a casa il pane era anche il loro obiettivo. Sempre più deluse e arrabbiate di non riuscire nel loro intento le formichine iniziarono a perdere completamente la ragione e iniziarono a combattere fra di loro dimenticandosi completamente della pagnotta, che era ancora lì, a disposizione di tutti, ma nessuno sembrava più farci caso. Anzi il pane sembrava quasi diventato l'origine di tutti i loro mali.
Un giorno arrivò una formichina, una di quelle più silenziose, che mai aveva preso parte alle discussioni, e determinata ad avere diritto alla propria libertà, senza fare troppo rumore, si avvicinò alla pagnotta, ne staccò un pezzettino, grande abbastanza da bastarle per tutta la vita e piano piano se lo portò verso casa. Fece molta fatica, certo, perché è sempre doloroso conquistare la libertà, ma alla fine ottenne quello che aveva sempre voluto, la propria libertà.
I grandi capi, quelli che si stavano seccando la gola a forza di parlare e discutere neanche si accorsero di cosa stava succedendo, ma altre formichine invece seguirono l'esempio e pezzo dopo pezzo iniziarono a trasportare la pagnotta verso casa, ognuna col suo carico di libertà.»
Mi ricordo che il sogno finiva con la mia Stellina che mi diceva che sono necessari molti ingredienti per cucinare il pane chiamato libertà: uno di questi è il silenzio e un altro è la determinazione.
Per questo continuo a scrivere. Per dimostrare alla mia Stellina che il mio silenzio, condiviso attraverso le storie, è sofferenza e determinazione che porta alla libertà.
Ed è per questo che la mia Stellina continua a cercarmi in sogno, lei non ha da conquistarsi la propria libertà, vuole solo gustare e condividere con me il pane delle stelle chiamato libertà.




Yet another message from the sky, my Little Star continues to dream of me. I still dream of her, but what a pity that I can no longer hear her.
It is my fault, because I do not understand her and I do not answer her any more, except in my dreams.
The stars are never wrong... or almost never.
I do not want to try to justify it, but I believe that Gaza can make a person insane... in fact yesterday I ridiculously pondered why my Little Star did not at least merely call me by phone... as if the stars need technology to talk to us.
The stars have existed for millions of years and speak to mankind without computers or mobile phones. We humans believe to be advanced but we do not realize that we regressed years ago because we need technology to communicate.
All other animals continue to communicate with each other and I have never seen a dolphin or an elephant with a mobile phone.
Once again living in this prison...it makes people crazy, and the Middle East the consequences of such a mindset are stronger than anywhere else.
Is there a civil war in Egypt? Is it really the Palestinians' fault? Some think so; and the Rafah border, which is the only physical connection Gazawis have with the rest of the world, besides what trickles from the Israelis, is closed. Its tunnels are destroyed which forces Gaza to one of the worst crises' in recent years. The other borders are locked by Israeli jailers that let only some internationals go through.
Of course if you accuse them of racism and discrimination they call you anti-Semitic. Not even all the internationals can go through Erez crossing point.
For example I entered into Gaza Strip from the south, through Rafah crossing on the border with Egypt. Therefore I can't go out from the Gaza Strip by the Erez crossing on the north side. Can you imagine an English tourist who comes into Italy from France and then he can not exit from the border with Switzerland? It's very odd, isn't it?
To add fuel to the fire another question must be posed: Does the US want to attack Syria in their stupid real life Risk game? If their goal is to conquer Iran it makes sense to tuck away Iraq, Afghanistan, Syria, Lebanon and even Egypt behind the front line with a bunch of tokens to avoid risks! If this doesn't make sense to you it's probably because you've never played Risk.
But I do not want to dwell too much on obvious facts, as I promised you I will write the story that my Little Star told me about in my previous dream. I hope she can come back soon to talk to me because she's better than me at telling stories.
The story was titled "The History of a Bread called Freedom" and I hope to remember it exactly as my Little Star told me in my dream.
My Little Star used to said that...
«Millions of years ago the stars created the world.
It was the first time that they created the world. They were not sure how to do it so first of all they invented animals. The first animals were little ants. After that the stars were very happy to see these little ants travel around the world, so they began to dance, sing and shine in the sky because they were so satisfied with their first result. After all the dancing they were tired of so much music and so many lights, the stars realized that the ants were starving because they had not yet invented food. Panicked, the stars without thinking too much decided to create bread and send it to the earth to feed the little ants. The stars thought that this bread should be very large in order to feed all the ants. So they created a giant loaf and sent it to the earth. Again, satisfied with their work the stars began to dance, laugh and shine in the sky without paying attention to what was happening on the earth.
As soon as the little ants felt the smell of warm bread just baked, they rushed in crowds. Once they arrived in front of the bread they realized that it was really big and they started thinking about how to take it home.
Hungry and fearful the bread was not enough for all af them, the ants began to pull it by every side, so the bread did not move at all.
Long discussion began on how to move the bread, groups were formed, each of which thinking it has the right solution and it was the only one able to bring home the giant bread.
Once the idea of a group prevailed the others became jealous. They then did not help anymore, and they just watched while being satisfied that the loaf was still in the same place. They forgot that bringing home the bread was their main goal.
The ants became more disappointed and angry for failing in their aim and they began to lose reason, so they fought among themselves and completely forgot about the loaf. And there it was, available to everyone, but no one seemed to notice it. It almost seemed to become the source of all their problems.
One day a little ant arrived, one of the quietest, who had never taken part in the discussions. While determined to achieve his freedom, he, without making too much noise, approached the loaf. He broke off a large piece because he was very strong. It was enough for him for his whole life, and slowly he brought it back home. Of course he made a lot of effort because it's always painful to gain one's own freedom, but at the end he got his prize. The big leaders, those that were wasting their voices by arguing didn't realize what was happening. Other little ants followed this example and piece by piece they began to carry the bread to the house, each one with its load of freedom.»
I remember the dream ended with my Little Star telling me that several ingredients are needed to cook the bread called freedom, one of these is silence and another is the determination.
That's why I continue to write, it's to prove to my Little Star that my silence is suffering and determination that leads to freedom.
That's why my Little Star continues to dream of me in her dreams, she has not to achieved her freedom either. She just wants to enjoy life and share with me the bread of stars called freedom.




He recibido otro mensaje desde el cielo: mi Estrellita continúa soñando conmigo.
Yo también sigo soñando con ella, pero que triste que todavía no puedo oírla.
Es mi culpa, porque yo no la entiendo y no le contesto nunca más, excepto en mis sueños.
Las estrellas nunca se equivocan... o casi.
No estoy buscando una excusa al respecto, pero creo que también es Gaza que realmente nos vuelve locos... el otro día, de hecho, hasta me pregunté por qué mi Estrellita no me llama por teléfono... como si las estrellas necesitaran de la tecnología para comunicar.
Las estrellas existen desde millones de años y siempre han hablado a la humanidad sin necesidad de ordenadores o teléfonos móviles. Somos nosotros seres humanos que hoy, convencidos de ser inteligentes, no nos damos cuenta de que estamos realmente retrasado porque somos esclavos de la tecnología para comunicar.
Todos los demás animales siguen comunicándose entre sí y nunca he visto un delfín o un elefante con un teléfono móvil.
De toda forma la vida en esta prisión nos vuelve locos. Sólo es suficiente que algo suceda en Medio Oriente y las repercusiones se sienten más fuerte aquí que en cualquier otro lugar.
¿En Egipto hay una especie de guerra civil? La culpa es de los palestinos y entonces se cierra Rafah que es la única vía de comunicación con el resto del mundo y destruyen los túneles obligando Gaza a una de las peores crisis de los últimos años. Las demás salidas están bloqueadas por los carceleros israelíes que dejan pasar sólo los internacionales.
Luego si los acusas de racismo y discriminación te llaman antisemita.
Y tampoco todos los internacionales pueden salir de la Franja de Gaza a través de Erez en el norte.
Yo, por ejemplo, que entré en Gaza desde Rafah en el sur, en la frontera con Egipto, no puedo salir a través de Erez. El mismo sería como si un turista Inglés que viene a Italia desde Francia no puede salir a través de Suiza, ¡qué raro! ¿verdad?
¿Los Estados Unidos quieren atacar a Siria en su estúpido juego de Risk? La culpa es... ¿cómo? ¿Cree usted que los EE.UU. no están jugando a Risk y yo tengo demasiada imaginación? Si su objetivo fuera conquistar Irán ¿no atacaría antes a Irak, Afganistán, Siria, Líbano y no pondría algunos refuerzos en Egipto en la retaguardia para evitar riesgos? ¿No? Entonces probablemente nunca ha jugado a Risk.
Pero ahora no quiero hablar demasiado, y como les prometí les cuento la historia que mi Estrellita me dijo en el sueño anterior, con la esperanza de que ella vuelva pronto a hablar conmigo porque las historias contadas por ella son mucho más agradables.
Yo no soy un escritor muy bueno.
El título es "El Cuento del Pan llamado Libertad" y espero comunicarselo exactamente como me lo dijo mi Estrellita en el sueño.
Contaba mi Estrellita que...
«Millones de años atrás las estrellas crearon el mundo.
Era la primera vez que creaban el mundo y no estaban seguras de cómo hacerlo, por lo tanto para empezar inventaron a los animales. Los primeros animales fueron pequeñas hormigas. Las estrellas estaban felices de ver estas hormiguitas viajando por el mundo y entonces comenzaron a bailar, cantar y brillar en el cielo satisfechas del primer resultado. Después de mucho baile, cansadas de tanta música y tanta luz, las estrellas se dieron cuenta de que las hormiguitas estaban muriendo de hambre porque todavía no habían inventado la comida. Presas por el pánico, las estrellas, sin pensar demasiado, decidieron crear el pan y enviarlo a la tierra para alimentar a las hormigas. Las estrellas pensaron que este pan debiera ser muy grande por alimentar a todas las hormiguitas. Así que crearon una barra gigante y la enviaron en la tierra. Una vez más, satisfechas por el trabajo, las estrellas empezaron a bailar, reír y brillar en el cielo sin prestar atención a lo que estaba sucediendo en la tierra.
Tan pronto como las hormiguitas sintieron el olor a pan caliente acabado de hacer, se lanzaron en masa. Al llegar frente al pan se dieron cuenta de que era muy grande y empezaron a pensar en como llevarselo a su casa.
Por el hambre y el temor de quedarse sin pan, las hormiguitas empezaron a tirar por un lado y por el otro, para arriba y para abajo y el pan no se movió ni un milímetro.
Entonces muchas discusiones empezaron sobre cómo hacer, se formaron grupos, cada uno de ellos creyendo tener la solución adecuada y creyendo ser el único capaz de traer a casa el pan gigante.
Una vez se imponía la idea de un grupo y los otros, celosos, no colaboraban, y se paraban a ver satisfechos de que el pan todavía estaba allí, inmóvil en su lugar, olvidando que traer a casa el pan era también su objetivo. Siempre más decepcionadas y enojadas por fallar su objetivo las hormiguitas comenzaron a perder la razón y luchar entre sí olvidando por completo la barra de pan, que todavía estaba allí, al alcance de todos, pero nadie parecía darse cuenta, o más bien parecía casi que el pan se fuese convertido en la fuente de todos los males.
Un día llegó una hormiguita, una de las más tranquilas, que nunca había tomado parte en las discusiones, y decidida a tener derecho a su libertad, sin hacer demasiado ruido, se acercó a la barra de pan, rompió un pedazo suficientemente grande como para durarle para toda la vida y poco a poco se lo trajo de vuelta a casa. Hizo un gran esfuerzo, por supuesto, porque siempre es doloroso ganar la libertad, pero al final consiguió lo que siempre había querido, o sea su propia libertad.
Los grandes jefes, los que se secaron la garganta hablando y discutiendo ni siquiera se dieron cuenta de lo que estaba sucediendo, pero otras hormiguitas siguieron el ejemplo y pieza por pieza comenzaron a llevarse el pan a sus casas, cada una con su carga de libertad.»
Recuerdo que el sueño terminaba con mi Estrellita diciéndome que se necesitan varios ingredientes para cocinar el pan llamado libertad: uno de ellos es el silencio y otro es la determinación.
Por eso sigo escribiendo. Para demostrar a mi Estrellita que mi silencio, compartido a través de mis cuentos, es sufrimiento y determinación que conduce a la libertad.
Y por eso mi Estrellita sigue buscandome en sus sueños, ella no tiene que ganarse su libertad, sólo quiere disfrutar y compartir conmigo el pan de las estrellas llamado libertad.

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