24/11/13

Once upon a time in Gaza

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Seduto sulla spiaggia nutrivo lo spirito lasciando che la mia mente assaporasse gli anni passati in giro per il mondo. Improvvisamente sento un dolore al petto e un nodo alla gola. Ancora troppo giovane per preoccuparmi di avere un infarto cerco di capire a cosa sia dovuta questa strana sensazione. Così inizio a balbettare scuse improbabili per farmi perdonare dal Mare pensando che il mio dolore dipendesse dal rimorso di aver vissuto per troppo tempo lontano da lui.
“Il fatto è” spiegavo al Mare “che molto spesso credo davvero di volere e potere vivere bene anche da solo”. Ma il Mare è molto buono e non si arrabbia mai. Così mentre le sue onde mi stavano pacificando il cuore ecco che improvvisamente la mia Stellina mi manda un messaggio. Per un attimo mi stupisco del suo tempismo e mi chiedo come sia possibile che torni a comunicare con me ogni volta che...
“Ma smettila, testone! Cosa vuoi vivere da solo che non sei capace di prepararti neanche un piatto di spaghetti alle vongole!”
Come al solito la mia Stellina inizia a prendermi in giro ma mentre sto per risponderle risentito che io sono in grado di cucinare gli spaghetti alle vongole più buoni di tutto il Mediterraneo lei attacca a raccontarmi quello che i suoi occhioni grandi hanno visto accadere sulla terra milioni di anni fa.
«Papparapà, parapararappaparapà...C’era una volta il regno degli uomini e quello degli scimpanzè. Gli scimpanzè tenevano prigionieri in una gabbia i poveri uomini che venivano torturati e uccisi. Gli scimpanzè erano molto sadici e malvagi e si divertivano a fare degli esperimenti sugli uomini: razionavano loro il cibo, avvelenavano l’aria della gabbia, rubavano la loro acqua, impedivano agli uomini di muoversi liberamente persino all’interno della gabbia stessa e ogni tanto ne uccidevano pure qualcuno. Tutto questo in nome della sicurezza del regno degli scimpanzè.
Così i saggi più saggi che governavano il regno degli uomini decisero che era arrivato il momento di reagire e perciò iniziarono a bastonare in testa i loro simili aggiungendo così pene e sofferenze a quelle già inflitte dagli scimpanzè. Zenzen...Fine della storia»
“Ma...ma...” protesto io rimasto un pò sconcertato dalla storia “è finita così?”
“Vedi, inutile testone vuoto, l’unica cosa che ti salva è che hai un cuore grande” mi risponde la mia Stellina.
Combattuto fra la voglia di darle un abbraccio contento che sia tornata e la voglia di mandarla a quel paese per la solita offesa, sorvolo sull’insulto e inizio ad ascoltare la sua spiegazione.
“Troppe volte ‘la questione palestinese’ è stata relegata entro i confini del Medio Oriente e ridotta ad un conflitto locale la cui soluzione andrebbe cercata all’interno di accordi improbabili o di scelte dicotomiche (uno stato o due stati). Ma la lotta palestinese contro l’oppressione razzista israeliana va ben oltre i confini di questa terra e tocca il cuore di quella parte di umanità che non ha ancora smesso di sognare e sperare in un mondo di diritti uguali per tutti. Un mondo” prosegue la mia Stellina “che permette a tutti di poter essere liberi senza nessun altro obbligo che quello di seguire il proprio cuore e la propria strada.”
“Ma è in Palestina dove milioni di esseri umani sono costretti a vivere di privazioni e umiliazioni sotto il terrore continuo di essere arrestati o uccisi per il solo ‘imperdonabile crimine’ di essere nati proprio su questa terra." la interrompo io "In più, la cosa peggiore è che a rimetterci sono le persone comuni, i semplici lavoratori. Qui a Gaza ad esempio contadini e pescatori sono attaccati quasi giornalmente dall’esercito israeliano con la scusa ridicola di garantire e assicurare la pace per il mondo occidentale.”
“Esatto!” interviene la mia Stellina “È proprio qui che la propaganda razzista israeliana mostra tutta la sua ipocrisia. Improvvisamente ‘la questione palestinese’ da problema locale di ‘sicurezza nazionale’ diventa problema mondiale, collettivo, di terrorismo internazionale.”
“Ma la realtà dei fatti” proseguo io “smentisce questa giustificazione perchè l’esercito israeliano sta semplicemente uccidendo civili innocenti e il governo israeliano sta terrorizzando il mondo intero, compresi gli israeliani stessi ormai lobotomizzati dalla patetica propaganda che vede ‘Israele minacciato dal terrorismo internazionale’ perchè è solo così che la destra razzista riesce a mantenersi salda al potere. Esseri disgustosi che portano avanti da anni un orrendo progetto di pulizia etnica.”
“Ti assicuro, caro testone, che tutto ciò non durerà a lungo. Sai che io sono lontana anni luce e per questo ti racconto di cose successe sulla terra milioni di anni fa, ma nello stesso tempo vivo nel futuro e oggi conosco cose che potrò dirti solo fra milioni di anni. Ma adesso voglio fare un’eccezione e ti dico che la strada della mistificazione, degli inganni, della psicologia del terrore è una strada senza via d’uscita, è un vicolo cieco e non porta da nessuna parte.”
“Verrà il giorno” inizio a sognare io “in cui tutti i sognatori di qualsiasi latitudine, di qualsiasi credo, di qualsiasi bandiera, tutti gli uomini liberi grideranno ‘basta!’. Tutti i vincitori inizieranno a camminare compatti per reclamare la pace, e con voce ferma e decisa diranno ‘stiamo arrivando!’, ‘Non ci arrendiamo!’, ' Stiamo vincendo!’... Verrà il giorno...”
Poi mi sveglio in piena notte nella solita Gaza, nella solita Palestina, nel solito mondo dove l’arrivismo personale, gli accordi sottobanco, il controllo delle masse e la lotta per il potere sono le uniche cose che contano.
Mentre mi alzo dal letto e mi avvio alla finestra mi sembra di sentire la mia Stellina che mi sussurra: “Non ti conviene parlare in questo modo perché i capi di governo sono molto suscettibili e poi si possono offendere.” Ma io continuo e le chiedo: “Quante bastonate nella testa dobbiamo prendere ancora?”
Nessuna risposta. Mentre qui c’è ancora la solita Gaza, la solita Palestina, il solito mondo dove gli uomini hanno ormai dimenticato il significato della parola ‘libertà’.
 

 
While sitting on the beach I nourished my soul and let my mind savor the years of my past that I have spent traveling around the world. Suddenly I felt a pain in my chest and a lump in my throat. I'm still too young to have worry about a heart attack so I tried to understand what caused this strange feeling. So I started to mumble improbable apologies so that the Sea forgives me for having lived too long away from him.
"The fact is" I explained to the Sea "that I really believe I can live alone very well." Luckily the Sea is very kind and rarely gets angry. So while waves pacified my heart, suddenly my Little Star sends me a message. For a moment I was surprised at her sense of timing and I wondered how it's possible that she talks to me every time that I start...
"Drop it, chump! How can you live alone if you're not able to prepare even spaghetti with clams!"
As usual my Little Star teased me so I resentfully replied to her that I am able to cook the best spaghetti with clams of all the Mediterranean Sea. Then she started to tell me what her wonderful eyes saw millions of years ago on the earth.
«Papparapà, parapararappaparapà...Once upon a time there was a kingdom of humans, and a kingdom of chimpanzees. The chimpanzees imprisoned humans, these poor beings were tortured and killed. The sadistic and evil chimpanzees made experimentations on humans: rationed their food, poisoned the air of the cage, stole their water, prevented the men to move freely even within the cage and occasionally they killed them. All of this was said to be for the kingdom of chimpanzees' security.
So the wisest of the sages, who ruled the kingdom of humans, decided it was time to react and therefore began to beat the heads of their fellows adding pain and suffering to those that already had been more than imposed upon by the chimpanzees.
Zenzen...End of story»
"But... but..." I protest a little baffled by the story "Is that the end of the story?"
"My dear chump, your biggest fortune consists in having a big heart," my Little Star says.
One part of me wanted to hug my Little Star because of her return, another part wanted to tell her to go to hell for the usual insult. However I ignore the offense end begin to understand her explanation.
"Too many times ‘the question of Palestine’ has been relegated within the borders of the Middle East and reduced to a local conflict whose solution should be found on improbable agreements or dichotomous choices (one state or two states solution). But the Palestinian struggle against the Israeli government's racist oppression goes far beyond the borders of this land and reaches the heart of humanity that has not yet stopped dreaming and hoping for a world where all people have equal rights. A world” my Little Star continues “that allows everyone to be free without obeying anything but their own heart and their own way.”
"But actually in Palestine millions of human beings are forced to live in hardship, are humiliated and are living under constant terror of being arrested or killed for the only ‘unpardonable crime’ to be born on this land." I interrupt her "Furthermore the worst thing is that the ordinary people and the simple workers are always those who suffer this situation. Here in Gaza for instance farmers and fishermen are attacked almost daily by the Israeli army, the ridiculous excuse they make is so that their government can guarantee and ensure peace for the Western world."
"Exactly!" my Little Star steps in "It is precisely in this way that the Zionist racist propaganda shows its hypocrisy. Suddenly ‘the question of Palestine’ changes from a local problem concerning the 'national security' to a global and collective problem about international terrorism."
"In reality" I continue "the Israeli army is simply killing innocent civilians and the Israeli government is terrorizing the whole world, including the Israelis themselves due to pathetic propaganda that describes 'Israelis that are threatened by international terrorism'. It's a terrorism they have created and from their excuse the racist right party can keep firmly in power. They are disgusting beings that have carried on for years a horrendous project of ethnic cleansing."
"This situation will change, my dear chump. You know that I live light years far away and that's why I tell you about things that happened on the earth millions of years ago. At the same time, believe it or not, I live in the future, and today I know things that I can only tell you in millions of years. But now I want to make an exception and I tell you that falsifications, deceptions and the psychology of terror has a short life."
"The day will come" I start to dream "in which all the dreamers of any latitude, of any faith, of any flag, all free men will cry 'Enough!'. All winners will begin to walk together in order to reclaim peace, and with a strong and determined voice they will say 'here we are!', 'We won't give up!', 'We shall overcome!'... The day will come..."
Then I woke up in the middle of the night in the usual Gaza, in the usual Palestine, in the same old world where personal social climbing, the old-style backroom politics, control of the masses and the struggle for power are the only important things.
Then when standing up and going towards the window I hear my Little Star whispering to me "I think you should not talk in this way because government leaders are so sensitive, they might get mad." But I ask to her: "How many of them are thrashing in our head this way and how many are to impose upon us further? "
No answer, in the meanwhile there is still the usual Gaza, the usual Palestine, the same old world where men have forgotten the meaning of the word ‘freedom’.


Sentado en la playa nutría el espíritu dejando que mi mente saboreara los años que he pasado dando vueltas por todo el mundo. De repente siento un dolor en el pecho y un nudo en la garganta. Demasiado joven para preocuparme de tener un ataque al corazón trato de descubrir las causas de esta extraña sensación. Así que empiezo a balbucear improbables disculpas para que el Mar me perdone de haber vivido demasiado tiempo lejos de él.
"Muy a menudo" estaba explicando al Mar "tengo la convicción de poder y querer vivir solo." Pero el Mar es muy bueno y nunca se enfada. Así, mientras sus olas me estaban pacificando el corazón, de repente mi Estrellita me envía un mensaje. Siempre me sorprende su tempestividad y me pregunto cómo es posible que vuelva a hablar conmigo cada vez que...
"¡Dejala ya! Cabezón. Quieres vivir solo y no eres capaz de cocinar incluso un plato de espaguetis con almejas"
Como siempre mi Estrellita comienza a burlarse de mí, pero justo cuando estoy a punto de responder que puedo cocinar los espaguetis con almejas más gustosos de todo el Mediterráneo ella empieza a contarme lo que sus grandes ojos han visto suceder en la Tierra millones de años atrás.

«Papparapà, parapararappaparapà... Había una vez el reino de los hombres y lo de los chimpancés. Los chimpancés tenían presos en una jaula a los pobres hombres que estaban torturados y a veces asesinados. Los chimpancés eran muy sádico y malos y hacían experimentos sobre los hombres: racionaban la comida, envenenaban el aire de la jaula, robaban el agua, impedían a los hombres de moverse libremente, incluso dentro de la misma jaula y, ocasionalmente, mataban a alguien. Todo esto en nombre de la seguridad del reino de los chimpancés.
Así que los más sabios entre los sabios que gobernaban el reino de los hombres decidieron que era tiempo de reaccionar, por lo que empezaron a golpear la cabeza de los hombres añadiendo dolor y sufrimiento además de aquello impuesto por los chimpancés. 
Zenzen... Fin del cuento»
"Pero... pero..." pregunto a mi Estrellita desconcertado "¿Ya se acabó el cuento?"
"Mi cabezón vacío, por suerte que tienes un gran corazón", me contesta mi Estrellita.
Dividido entre el deseo de darle un abrazo feliz de que ha regresado y el deseo de mandarla al diablo por la sólita ofensa, pasé de su insulto y empezé a escuchar  su explicación.
"Demasiadas veces ‘la cuestión palestina’ ha sido relegada dentro de las fronteras de Medio Oriente y ha sido reducida a un conflicto local cuya solución debe buscarse entre acuerdos improbables o alternativas dicotómicas (un estado o dos estados). Pero la lucha del pueblo palestino contra la opresión racista de Israel va más allá de las fronteras de esta tierra y llega al corazón de la parte de humanidad que no ha dejado de soñar un mundo de derechos iguales para todos. Un mundo" sigue contandome mi Estrellita "que permita que todos sean libres, sin otra obligación que la de seguir su propio corazón y su propio camino".
"Pero es en Palestina, donde millones de seres humanos se ven obligados a vivir en miseria y humillados bajo el terror constante de ser detenidos o asesinados per el sólo ‘imperdonable crimen' de haber nacido en esta tierra." digo yo "Además, lo peor es que son los ciudadanos comunes y los simples trabajadores los que sufren más. Aquí en Gaza por ejemplo los agricultores y los pescadores son atacados casi a diario por el ejército israelí, con la excusa ridícula de garantizar y asegurar la paz para el mundo occidental".
"¡Exactamente!" añade mi Estrellita "Es precisamente aquí donde la propaganda racista israelí muestra toda su hipocresía. De repente ‘la cuestión palestina’ de un problema local de ‘seguridad nacional’ se convierte en un problema colectivo y global de terrorismo internacional".
"En realidad" sigo yo "el ejército israelí está simplemente matando civiles inocentes y el gobierno israelí está aterrorizando a todo el mundo, incluso su propios ciudadanos lobotomizados por la patética propaganda que describe Israel como ‘amenazado por el terrorismo internacional’ porque sólo así la derecha racista logra mantenerse firmemente en el poder. Seres repugnantes que desde años llevan a cabo un proyecto horrendo de limpieza étnica."
"Te aseguro, mi querido cabezón, que todo esto no va a durar mucho. Tú sabes que yo vivo años luz de distancia y por eso te cuento cosas que sucedieron en la tierra millones de años atrás, pero por la misma razón, estoy viviendo en el futuro y hoy sé cosas que sólo puedo contarte entre millones de años. Pero ahorita quiero hacer una excepción y te diré que el camino de la mistificación, del engaño, de la psicología del terror es un camino ciego, es un callejón sin salida que conduce a la derrota".
"Llegará el día" empiezo a soñar "en el que todos los soñadores de cualquier latitud, de cualquier credo, de cualquier bandera, todos los hombres libres gritarán ‘¡Ya Basta!’. Todos los ganadores caminarán compactos para querer paz y con voz fuerte y decidida dirán ‘¡Aquí vamos!', '¡No nos rendimos!', '¡Ganaremos!’... Llegará el día..."
Luego me despierto en el medio de la noche en la misma Gaza, en la misma Palestina, en el mismo viejo mundo donde el éxito personal, los acuerdos entres bambalinas, el control de las masas y la lucha por el poder son las únicas cosas que cuentan.
Al salir de la cama me acerco a la ventana y me parece oír mi Estrellita que me susurra: "Es mejor si no hablas de esta forma porque los gobernantes son muy susceptibles y luego se ofenden." Pero yo siguo hablando y le pregunto "¿Cuántos golpes en la cabeza tenemos que recibir más?"
Ninguna respuesta y aquí hay la misma Gaza, la misma Palestina, el mismo viejo mundo, donde los hombres han olvidado el significado de la palabra ‘libertad’.

09/11/13

Utopia

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“Sai, Stellina, non ho ricevuto molte risposte al referendum. Le poche risposte erano esattamente divise a metà fra chi voleva che continuassi a parlarti e chi invece era stanco e annoiato da queste mie conversazioni con te."
Poi senza più sapere se ho una stellina che mi protegge e che mi ascolta continuo: “In compenso ho ricevuto una valanga di baci che quasi mi soffocavano e così tanti sospiri che il più potente degli uragani sembrava una leggera brezza al confronto.”
“Perchè allora non costruisci una centrale eolica e così risolvi il problema dell’elettricità a Gaza?” mi chiede sarcastica la mia Stellina... o almeno credo di sentirla.
Ma guarda, penso io, allora ogni tanto mi risponde... quando vuole mi sente e mi parla... Ma senza soffermarmi troppo su questi pensieri le rispondo: “Forse da lassù noi esseri umani ti sembriamo tutti uguali, ma devi sapere che qua ci sono alcuni uomini che costringono altri uomini ad una vita di stenti e di sopravvivenza. Per l'appunto a Gaza, fra le altre cose, non entra praticamente più nessun materiale da costruzione. In queste condizioni è impossibile costruire qualcosa di grande come una centrale eolica. A dire il vero una soluzione potrebbero essere mini turbine eoliche costruite con materiali di riciclo sufficienti a produrre elettricità per piccole famiglie... magari qualcuno realizzerà l’idea leggendo questa lettera!” Poi proseguo “Ma non è di questo che adesso voglio parlarti. In fin dei conti noi siamo sempre stati bravi solo a raccontarci storie, così ti voglio raccontare La Storia del Topolino Piccolo.”
E con la stessa morte nel cuore con cui un tempo le damigelle inviavano lettere ai loro amori in battaglia, o con cui oggi molti palestinesi inviano lettere ai loro parenti tenuti ingiustamente prigionieri in qualche carcere israeliano a tempo indeterminato, senza sapere se questa lettera raggiungerà mai il suo destinatario, inizio a raccontare:
«C’era una volta un Topolino Piccolo che viveva in un piccolo buchino, nel muro di una piccola cucina in una casina molto piccola. La piccola cucina era illuminata da una piccola lucina posta proprio accanto al piccolo buchino dove viveva il Topolino Piccolo. Ogni volta che il Topolino Piccolo metteva il suo piccolo nasino fuori dal piccolo buchino per cercare un piccolo formaggino da mangiare, ecco che un’ombra grande grande spaventava il povero Topolino Piccolo. Così il Topolino Piccolo rientrava subito nel suo buchino, spaventato dall’ombra molto grande prodotta dalla piccola lucina.
Chissà che gattone grande ci sarà la fuori, pensava tutto tremante il Topolino Piccolo spaventato dalla grande ombra nera del suo piccolo nasino che la piccola lucina proiettava sul muro della piccola cucina.
Un bel giorno la lucina piccola si spense e l’inganno della grande ombra finì.
Allora il Topolino Piccolo potè finalmente uscire dal buchino e andare in giro per la piccola cucina a cercare il formaggino da mangiare. Ma dopo tanto girare trovò solo poche briciole e nessun formaggino, mangiato tanto tempo prima da chissà chi.»
Ormai abituato a parlare da solo, sicuro però che almeno il mare mi ascolta, mi rivolgo alla mia Stellina e dico:
“Non c’è bisogno che ti spieghi che nella storiella era tutto piccolo proprio come piccoli siamo noi, che siamo solo un puntino minuscolo nell’universo. Tu che sei una stellina questo lo sai bene, vero?”
Ricevuto come risposta il solito puntuale deprimente silenzio mi incammino verso casa convinto che verrà il giorno in cui riceverò tutte le risposte che cerco e che non mi sono mai state date. Ma, ironia della sorte, sono anche convinto che a quel punto avrò perso qualsiasi interesse per qualsiasi tipo di risposta. Vedremo.
Premesso che le morali nelle storie non mi sono mai piaciute perchè tutte le morali sono solo dei tranelli...
Morale 1: Non abbiate paura della vostra stessa ombra.
Morale 2: Prendete coraggio e fate il primo passo prima che sia troppo tardi.
Morale 3: Si ha la luce solo se si paga la bolletta (eccetto se si vive a Gaza*).
La 'Morale 3' vi sembra stupida? Sostituite la piccola lucina con il progetto sionista. Basta spengere l’interruttore (i soldi) e non ci sarà più nessuna luce.
Adesso potete anche sostituire la lucina con il capitalismo, con lo sfruttamento delle risorse del pianeta o con i soprusi dei più forti sui più deboli. Al posto del Topolino Piccolo potete mettere il popolo sfruttato e al posto del formaggino la giustizia, il sogno o l’utopia.

* La mancanza di gasolio necessario per alimentare la centrale elettrica di Gaza, causata dal blocco israeliano e dalla distruzione dei tunnel a Rafah lungo il confine egiziano, sta causando un forte incremento dei black out giornalieri che provoca enormi danni soprattutto negli ospedali.





"I have not received many answers to my referendum, my Little Star and the few ones were exactly divided in half between those who wanted me to continue to talk to you and those tired and bored with my conversations with you."
Then, not knowing if I have anymore a little star protecting and listening to me I say: "But I received an avalanche of kisses that almost choked me, and so many sighs that the most powerful hurricane seems like a breeze by comparison."
"So why don’t you build a wind power plant? You could solve the problem of electricity in Gaza!" My Little Star sarcastically asks me... or at least I guess she said it and in the same moment I think: what a coincidence, sometimes she answers me... when she wants she can hear me and talk to me. But I don’t dwell too much on these thoughts and I reply: "Maybe from above humans look alike to you, but you should know that here there are some men forcing other men to live a very hard life. That’s why for example in Gaza building materials can not enter. Under these conditions it is impossible to build something as big as a wind power plant. To tell the truth, a solution could be little wind turbines built with recycled materials that are sufficient to produce electricity for small families... after reading this letter maybe someone will realize the idea!
Then I continue: "But this is not what I want to tell you now. After all we've always been only good at telling stories each others, so now I want to tell you The History of  the Little Mouse."
So very sadly, like long time ago a young woman sent letters to her beloved in battle or today many Palestinians send letters to their relatives unjustly held prisoners in Israeli jails indefinitely, without knowing if this letter will ever reach its recipient, I begin to tell:
«Once upon a time a Little Mouse lived in a small hole, in the wall of a small kitchen, in a tiny little house. The small kitchen was lighted by a small light placed right next to the little hole where the Little Mouse lived. Whenever the Little Mouse put his little nose out of the little hole to look for a small cheese to eat, a very big shadow scared him. So the Little Mouse immediately came back in his little hole, terrified by the very big shadow created by the small light.
There must be a very big cat out there, the Little Mouse thought trembling. He was very scared by the big black shadow of his little nose that the small light drew on the wall of the small kitchen.
One fine day, the small light switched off and the trick of the big shadow ended. So the Little Mouse was finally able to get out of the little hole and go around the small kitchen to look for the little cheese to eat. But he found only a few crumbs and no cheese because someone ate it long time before.»
Used to talking to myself, sure, however, that at least the sea listens to me, I ask to my Little Star:
"I don’t have to explain to you that in the story all things were very little because we're just a tiny dot in the universe. You are a little star and you know that, don’t you?"
Like usual I received a depressing silent response, so I walked home thinking that one day I will receive all the answers I’m looking for and that I have never got so far. But, ironically, I am also convinced that at that point I will have lost all interest in any kind of response. We'll see.
Given that I never like morals of the stories because all final options are just a trap...
Moral 1: Do not be afraid of your own shadow.
Moral 2: Be brave and make the first step before it is too late.
Moral 3: You will have light at your home only if you pay your bill (except if you are living in Gaza*).
The " Moral 3" seems stupid? Replace the small light with the Zionist project. Just turn off the switch (money) and there will be no light.
Now you can also replace the small light with capitalism, or with the exploitation of the planet's resources or with the abuses of the powerful people over the poor people. Instead of the Little Mouse you can put exploited people, and you can replace cheese with justice, dreams or utopia.

* The lack of fuel for the Gaza power plant, due to the Israeli blockade and the destruction of tunnels in Rafah along the Egyptian border, is causing a very big increase in daily blackouts which causes enormous damage especially in the hospitals.






"¿Sabes Estrellita que no he recibido muchas respuestas a mi consulta? Las pocas respuestas se dividían exactamente entre los que querían que continuara a hablar contigo y los que estaban cansados y aburridos de estas conversaciones".
Luego sin saber más si tengo una estrellita que me protege y que me cuida siguo hablando: "En cambio, recibí una avalancha de besos que casi me ahogo, y tantos suspiros que el huracán más poderoso parecía una brisa en comparación."
"¿Por qué no construyes un parque eólico y así resuelves el problema de la electricidad en Gaza?" me pregunta con sarcasmo mi Estrellita, o por lo menos creo de haberla oída.
Mira, pienso, de vez en cuando me contesta... cuando quiere me escucha y me habla... Pero sin pararme demasiado en estos pensamientos le digo: "Puede ser que de ahí arriba los seres humanos todos se parezcan, pero debes saber que aquí hay algunos hombres que obligan a otros hombres a vivir una vida de penurias. Por eso en Gaza entre otras cosas no entra prácticamente ningún tipo de material de construcción. Bajo estas condiciones, es imposible construir algo tan grande como un parque eólico. En realidad una solución podría ser la realización de mini-eólicas construidas con material reciclado que serían suficientes por el consumo de familias individuales... quien sabe que alguien no realice esta idea por leer esta carta." Luego sigo "Pero esto no es lo que ahora quiero contarte. Al final, siempre hemos sido buenos solo para contarnos historias, así que quiero contarte la historia de El Ratoncito Pequeño." Y con el mismo dolor en el corazón, con el que una vez las damas enviaban cartas a sus amados en batalla, o con el que ahora muchos palestinos envían cartas a sus familiares presos injustamente y mantenidos en las prisiones israelí indefinidamente, sin saber si esta carta nunca llegará a su destinatario, empiezo a contar: 

«Había una vez un Ratoncito Pequeño que vivía en un pequeño agujero en la pared de una pequeña cocina en una pequeña casita. La pequeña cocina estaba iluminada por una pequeña lucecita situada justo al lado del pequeño agujerito donde vivía el Ratoncito Pequeño. Cada vez que el Ratoncito Pequeño ponía su pequeña nariz afuera del pequeño agujerito para buscar un pequeño queso de comer, una gran sombra asustaba al pobre Ratoncito Pequeño. Así que él inmediatamente regresaba en su pequeño agujero, asustado por la gran sombra producida por la pequeña lucecita.
Debe estar un gran gato allá afuera, pensaba temblando el Ratoncito Pequeño asustado por la grande sombra negra de su pequeña nariz que la pequeña lucecita proyectaba sobre la pared de la pequeña cocina.
Un buen día, la pequeña lucecita se apagó y el engaño de la gran sombra terminó. Entonces el Ratoncito Pequeño finalmente pudo salir del pequeño agujero e ir alrededor de la pequeña cocina a buscar el quesito para comer. Pero después de dar muchas vueltas encontró sólo unas pocas migajas y no queso comido hace mucho tiempo atrás por alguien.
»
Acostumbrado a hablar solo, convencido sin embargo que al menos el mar me escucha, digo a mi Estrellita:
"No hace falta que te explique que en la historia todos estaba pequeño así como pequeños somos nosotros, que sólo somos un pequeño punto en el universo. Tú, que eres una estrella esto ya lo sabes muy bien ¿verdad?"
Después de recibir el sólito deprimente silencio como respuesta, me voy a mi casa convencido de que vendrá el día en que recibiré todas las respuestas que busco y que nunca me han dado. Pero, irónicamente, estoy también convencido de que en ese momento habré perdido todo el interés en cualquier tipo de respuesta. Ya veremos.
Dado que la moraleja de las historias nunca me ha gustado porque todas son sólo trampas...
Moraleja 1: No tengan miedo de sus propias sombras.
Moraleja 2: ¡Ánimo! Y den el primer paso antes de que sea demasiado tarde.
Moraleja 3: Hay luz solamente si se pagan las facturas (excepto en Gaza*).
La "Moraleja 3" parece estúpida? Sustituyen la pequeña lucecita con el proyecto sionista. Es suficiente apagar el interruptor (el dinero) y no habrá luz.
Ahora pueden también reemplazar la pequeña luz con el capitalismo, con la explotación de los recursos del planeta o con los abusos de los hombres más fuertes sobre los débiles. En lugar del Ratoncito Pequeños pongan el pueblo explotado y en lugar del queso la justicia, los sueños o la utopía.

* La falta de combustible necesario para alimentar la central eléctrica de Gaza, causada por el bloqueo israelí y la destrucción de los túneles de Rafah en la frontera egipcia, está provocando un aumento significativo de los apagones diarios que causa daños masivos, especialmente en los hospitales.