28/08/13

A very simple question on Syria's war

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Senza dimenticare le famose bugie sulle armi di distruzione di massa dell'Iraq ho una domanda molto semplice per USA, Francia e Inghilterra:
come mai non avete dichiarato guerra a Israele quando nel 2008/2009 durante l'operazione “Piombo Fuso” ha usato armi chimiche illegali contro la popolazione civile di Gaza?
PCHR (Palestinian Center for Human Rights)
HRW (Human Rights Watch) 
Oppure in altre parole mi potreste spiegare perchè Israele può usare contro civili armi proibite dalle leggi internazionali e rimanere impunito?




Do not forget the famous lies about Iraqi weapons of mass destruction I have a very simple question for the USA, France and England;
Why didn't you declare war on Israel when, in 2008/2009 during "Operation Cast Lead" it used illegal chemical weapons against the civilian population of Gaza?
PCHR (Palestinian Center for Human Rights)
HRW (Human Rights Watch)
Or in other words - Please would you explain to me why Israel can use prohibited weapons by international law against civilians with impunity?




Sin olvidar las famosas mentiras sobre las armas de destrucción masiva de Iraq tengo una pregunta muy simple para EE.UU., Francia e Inglaterra:
¿cómo es que ustedes no declararon la guerra a Israel cuando, en 2008/2009 durante la "Operación Plomo Fundido" utilizó armas químicas ilegales contra la población civil de Gaza?
PCHR (Palestinian Center for Human Rights)
HRW (Human Rights Watch)
O en otras palabras, me podrían explicar ustedes ¿por qué Israel puede usar en contra de civiles armas prohibidas por el derecho internacional con total impunidad?

20/08/13

Peace talks

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A ogni morso che gli dava lo sparviero, il pappagallo gridava: «Vittoria!»; gliene dava un altro e lui:«Vittoria!»; gli strappava una zampa e lui: «Vittoria!»; gli staccava un'ala e lui: «Vittoria!»; e così pezzo dopo pezzo, gridando sempre «Vittoria!».
José Joaquín Fernández de Lizardi – Il pensatore Messicano

Un tempo sole e luna erano la stessa cosa. Poi ci fu il Big Bang e tutto si complicò. Sole e luna di colpo si ritrovarono separati.
Anche stasera il sole scompare all'orizzonte per cercare di raggiungere la sua amata luna. Come ogni giorno. Da così tanto tempo che ormai il povero sole non sa perché continua a seguire chi non lo vuole più incontrare.
E la luna, come ogni notte, vaga confusa per il cielo, cercando di ritrovare il suo dolce sole. Ma è distratta dalle troppe stelle che brillano attorno a lei.
Così presi da questa infinita rincorsa, sole e luna non si accorgono che in realtà si incontrano ogni giorno. O meglio, ogni sera, al tramonto, e ogni mattina, all'alba. Ma questa è un'altra storia.
“Una storia privata tra sole e luna” dice la mia Stellina.
“Me la racconterai un giorno?” le chiedo “magari davanti ad un bel piatto di spaghetti alle vongole e una bottiglia di vino bianco” aggiungo, sperando in questo modo che caschi nel mio tranello per poterla finalmente incontrare di nuovo.
“Magari...” risponde lei distratta senza prestare troppa attenzione alle sue parole, poi dopo uno strano lungo silenzio aggiunge “Adesso ascolta La storia del topolino e del gatto”.
«C'era una volta un gatto che si divertiva a maltrattare un topolino. I giorni passavano e il gatto continuava a giocare col topolino e a rendergli la vita impossibile. Il topolino provava a reagire ma contro il gatto non c'era niente da fare.
Un giorno i lamenti del topolino arrivarono fino in cielo e furono uditi da un'aquila. L'aquila, che mangia i topolini, si rese conto della situazione e cercò subito di trarne vantaggio. Il gatto avrebbe lavorato per lei sfinendo il topolino così che alla fine l'aquila avrebbe potuto mangiarsi il topolino e, perché no, pure il gatto in un sol boccone. Consapevole della propria superiorità l'aquila si autoproclamò giudice imparziale ordinando al gatto di riunirsi ad un tavolo per parlare col topolino e per risolvere in questo modo i loro problemi.
Il gatto allora infastidito dal fatto che non poteva più giocare come prima, ma doveva almeno dare l'impressione di dialogare col topolino, per vendetta, prese il topolino fra i suoi artigli e cominciò a maltrattarlo ancora di più mentre gli parlava.
Così il topolino, resosi conto che la sua situazione non era migliorata affatto, continuava a lamentarsi sempre più forte, ma ad ogni lamento il gatto diceva 'Dialoghiamo!' che ormai era l'unica parola che sapeva pronunciare. Dopo ogni morso gridava 'Dialoghiamo!', ad ogni graffio 'Dialoghiamo!', ad ogni zampata 'Dialoghiamo!'. E non appena il topolino cercava di reagire interveniva l'aquila e diceva: 'Non devi reagire topolino, devi portare questi problemi al tavolo delle trattative e del dialogo!'.
E così provocazione dopo provocazione, bombardamento dopo bombardamento, fino alla fine, gridando sempre 'Dialoghiamo!'»

Note alla comprensione del testo:
Gli attuali ridicoli dialoghi di pace fra i negoziatori israeliani e palestinesi, sotto la supervisione statunitense del pappagallo, più che aquila, John Kerry, dovrebbero raggiungere il loro obiettivo entro i prossimi nove mesi: praticamente un parto.
Ora, cari illustri e saccenti negoziatori, non sapevo che per partorire cacate del genere fossero necessari nove mesi. Io, ogni mattina, ne partorisco di migliori in soli cinque minuti e con molti meno sforzi.
Ma si sa, i miei parti quotidiani non interessano a nessuno, perché non ho la cravatta o il tailleur, non stringo mani, e non sono falso, ipocrita e corrotto.
E voi, cari semplici e comuni mortali di tutte le parti e nazioni, emozionatevi poco per questi dialoghi, perché qualunque sia il risultato del penoso parto, continuerete a prenderlo proprio là dove non batte mai il sole, come sempre.





Each peck the hawk gave drew forth a cry of “Victory”. A peck, a “Victory” another peck, another “Victory”. The whole while he was being pecked to pieces, he kept saying “Victory”
José Joaquín Fernández de Lizardi – The Mexican Thinker

A long time ago the sun and moon were the same thing. Then there was the Big Bang and everything is became more complicated. So the sun and moon suddenly separated themselves.
Therefore on nights like tonight the sun disappears over the horizon and tries to reach his beloved moon, this happens every sunrise and sunset. This has happened for so long that now the poor sun everyday does not even know why he continues to follow that which he does not want to meet him anymore.
And the moon, every night, meanders confused to the sky, trying to find her beloved sun. But she is distracted by too many stars that shine around her.
So busy in this endless run, the sun and moon do not realize that they constantly meet. Or rather, every evening at sunset, and every morning at sunrise. Yet that's another story.
"A private story between sun and moon" says my Little Star.
"Will you tell me it one day?" I Ask her "maybe in front of a delicious spaghetti with clams and a bottle of white wine" I add, hoping in this way she draws into my trap to finally meet her again.
"Maybe..." she says distractedly without paying too much attention to her words, then after a long awkward silence she adds "Now listen to The story of the little mouse and the cat".
«Once upon a time a cat enjoyed mistreating a mouse. As the days passed the cat continued to play with the mouse, this made the mouse's life impossible. The mouse tried to react against the cat but there was nothing to do.
One day the moans of the little mouse came up to the sky and were heard by an eagle. The eagle, which eats mice, realized the situation and immediately tried to take advantage of it. The cat would wear out the mouse so that at the end of the day the eagle would eat the little mouse... and, why not, perhaps also the cat in one bite. Aware of her own superiority the eagle declared herself impartial judge and ordered the cat to sit at a table to talk to the mouse, and in this way to solve their problems.
So the cat was annoyed that he could no longer play as before, but he had to at least to give the impression that it would talk to the mouse. Yet in revenge the cat took the mouse between its claws and began to abuse him even more than before while now talking to him.
The little mouse realized that his situation had not improved at all, he continued to complain louder and louder. Alas with every complaint the cat said 'Talk to me!' for it was the only phrase he knew. After each bite the cat shouted 'Talk to me!', at every scratch 'Talk to me!' at every hit 'Talk to me!'. As soon as the mouse tried to react the eagle intervened and said 'You must not react, you have to bring these issues to the negotiating table and talk about it!'
...and so provocation after provocation, bombing after bombing, until the end, always shouting 'Talk to me!'»

Notes to the understanding of the text:
The current ridiculous peace talks between the Israelis and Palestinian negotiators, under the supervision of the American parrot, more than eagle, John Kerry, they should achieve their goal within the next nine months: practically a childbirth.
To my dear wise ass negotiators:
What you give birth to is crap that needed nine months. Every morning, I create better shit in just five minutes and with much less effort.
But you know, nobody cares about my daily...offspring, because I do not have a tie or a suit, I do not shake hands...maybe I should.
To all the ordinary people of all parties and nations -don't get excited about these peace talks-
Whatever is the result of the pathetic childbirth, you will continue to take it right there where the sun doesn't shine...and without consent, as usual.





A cada mordiscón que le pegaba el gavilán, gritaba el perico “Victoria”; le soltaba otra, “Victoria”; le trozaba una pata, “Victoria”; le separaba un alón, “Victoria”; y de esta manera se le arrancó cantando siempre la “Victoria”.
José Joaquín Fernández de Lizardi – El pensador Mexicano

Hubo un tiempo en el que sol y luna eran la misma cosa. Luego hubo el Big Bang y todo se complicó. Sol y luna de repente se despertaron separados.
Incluso esta noche el sol desaparece detrás del horizonte para tratar de alcanzar su amada luna. Como todos los días. Por así tanto tiempo que ahora el pobre sol tampoco sabe por qué continúa siguiendo quien no lo quiere encontrar nunca más.
Y la luna, como cada noche, vaga confusa por el cielo, tratando de encontrar su dulce sol. Pero está distraída por todas las estrellas que brillan alrededor de ella.
Así que concentrados en esta carrera sin fin, sol y luna no se dan cuenta de que realmente se encuentran todos los días. O, mejor dicho, cada atardecer y cada amanecer. Pero esta es otra historia.
"Una historia privada entre sol y luna" dice mi Estrellita.
"Quieres contarmela algún día?" le pregunto "ojalá delante de un plato de espaguetis con almejas y una botella de vino blanco" agrego esperando de esta manera que se caiga en mi trampa para poderla finalmente encontrar de nuevo.
“Ojalá...” dice ella con aire ausente, sin prestar demasiada atención a sus palabras, y después de un largo extraño silencio añade: "Ahora escucha La historia del pequeño ratón y del gato".
«Había una vez un gato al que le gustaba maltratar a un pequeño ratón. Los días pasaban y el gato continuaba a jugar con el pequeño ratón y a hacer su vida imposible. El pequeño ratón intentaba reaccionar pero contra el gato no había nada que hacer.
Un día, los gemidos del pequeño ratón llegaron hasta el cielo y fueron escuchados por un águila. El águila, que se alimenta de ratones, se dio cuenta de la situación y de inmediato trató de tomar ventaja de ella. El gato hubiera trabajado para ella, agotando el pequeño ratón de manera que al final el águila hubiera podido comer el ratoncito y, por qué no, hasta el gato de un solo trago. Consciente de su propia superioridad el águila se declaró juez imparcial y ordenó al gato de sentarse en una mesa para hablar con el pequeño ratón y para resolver sus problemas.
El gato entonces se molestó de que ya no podía jugar como antes y ahora tenía que dar la impresión de dialogar con el ratoncito y por venganza atrapó el pequeño ratón entre sus garras y comenzó a abusar de él aún más que antes mientras que le hablaba.
Así el ratoncito, dándose cuenta de que su situación no había mejorado para nada, seguía quejándose cada vez más fuerte, pero por cada queja gato decía: '¡Dialogamos!' que era la única palabra que sabía pronunciar. Después de cada mordiscón gritaba '¡Dialogamos!', por cada rasguño '¡Dialogamos!' por cada golpe '¡Dialogamos!'. Y como el ratón intentaba reaccionar el águila decía: "No debes reaccionar pequeño ratón, sino más bien debes traer estos temas a la mesa de las negociaciones y del diálogo'.
Y así de provocación en provocación, de bombardeos en bombardeos, hasta el final, siempre gritando '¡Dialogamos!'»

Notas para la comprensión del texto:
Los actuales ridículos diálogos de paz entre los negociadores israelíes y palestinos, bajo la supervisión estadounidense del loro, más que águila, John Kerry, tendrían que lograr sus objetivo en los próximos nueve meses: prácticamente un parto.
Ahora, queridos ilustres engreídos negociadores, no sabía que para parir cagadas similares fueran necesarios nueve meses. Yo, todas las mañanas, produzco cagadas mejores en sólo cinco minutos y con mucho menos esfuerzos.
Pero ya se sabe, a nadie le importa mis partos diarios, porque yo no tengo una corbata o un traje, no aprieto manos, y no soy falso, hipócrita y corrupto.

Y vosotros, queridos simples y comunes mortales de todas las partes y todas las naciones, emocionad muy poco por estos diálogos, porque sea cual sea el resultado del penoso parto, seguiréis tomandolo allí mismo donde nunca jamás brilla el sol, como siempre.


10/08/13

Resistance and shooting stars

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Da sempre i tramonti fanno sognare. Con i loro colori e con i loro riflessi, suscitano emozioni e pensieri di viaggi lontani. Ti riempiono di energia, di motivazioni, di stimoli.
Invece i tramonti di Gaza hanno una luce particolare. La stessa luce dei tramonti visti da un letto di ospedale, o da dietro le sbarre di una prigione. 
Ti lasciano sempre un amaro in fondo all'anima, un nodo in gola difficile da mandar giù. Ti ammaliano con colori di libertà. Ti fanno sognare, come al solito, e poi torni subito con i piedi per terra, cosciente che non puoi viaggiare. Non puoi raggiungere quei luoghi lontani e sconosciuti toccati dal sole, se non con la fantasia. Ma a volte la fantasia non basta per la felicità o per la libertà. Quella palla infuocata arancione sembra proprio la carota legata al bastone sulla fronte degli asini: sanno che non la raggiungeranno mai, ma ogni volta che è li davanti ai loro occhi non possono fare a meno di camminare per cercare di raggiungerla.
“Ricorda, testolina, che quello che per te è un tramonto, per altri, in altri luoghi, nello stesso preciso istante, è un'alba” .
“La mia Stellina! Sei tornata finalmente” dico, pensando che è sempre in questi momenti che mi parla, al tramonto. “È un pò di tempo che non ti fai sentire” aggiungo risentito.
“Smettila eh! Sai quanto sono indaffarata in questi giorni. Con tutte le mie amiche che stanno venendo in terra per rimediare ai disastri che combinate laggiù, rischio di rimanere sola quassù in cielo!” mi dice spazientita.
“Già, a proposito, ho visto tante stelle cadenti in questi giorni... Non è che anche tu avresti intenzione di farti un giro da queste parti? Almeno ci potremmo incontrare finalmente!” Le rispondo io “Se vuoi mi posso impegnare a combinare ancora più disastri, così ti costringo a scendere!” aggiungo in tono scherzoso.
“Non fare lo scemo, testone!” mi rimprovera la mia Stellina “E adesso ascolta La Storia delle Due Piccole Pulci.”
«C'era una volta una coppia di pulci che si chiamavano Cuore e Cervello. Le due piccole pulci vivevano da sempre su una poltrona di una casa molto bella e antica. Per molti anni le due pulci vissero felici fra le pieghe e la stoffa del divano fino a che un giorno entrarono ad abitare nella casa degli strani esseri, con due braccia, due gambe e dei gran nasoni affilati. 
In un primo momento Cuore e Cervello, le due pulci, non si preoccuparono molto di questa nuova presenza, pensando che la casa era abbastanza grande per tutti e che avrebbero potuto tranquillamente vivere in pace tutti insieme. Invece i nuovi arrivati, convinti come erano che Cuore e Cervello fossero una minaccia per la loro sicurezza, scuotevano forte i cuscini del divano, tanto che alle due piccole pulci sembravano enormi terremoti; usavano strani spray velenosi; lasciavano i cuscini fuori a seccare al sole per lunghissimi periodi sperando che le due piccole pulci morissero di fame. Insomma questi strani esseri appena arrivati cercavano in tutti i modi di uccidere e disfarsi delle due piccole pulci.
Cuore e Cervello resistevano con tutte le loro forze. Non era giusto quello che stavano subendo. Loro erano nate in quel divano, che era la loro casa da sempre e lì, in quel divano, avevano tutto il diritto di continuare a vivere felici, come avevano sempre fatto!
Non sempre però Cuore e Cervello riuscivano ad essere in sintonia. Cuore spesso diceva a Cervello: 'Dai, andiamo, è solo lottando che possiamo vincere la nostra battaglia' e Cervello rispondeva: 'Lasciamo stare, facciamo passare del tempo, vedrai che tutto si sistemerà. Non serve combattere contro un nemico troppo più grande e potente. Dobbiamo solo resistere pazientemente e il tempo ci darà ragione e ci porterà alla vittoria'. 
'Ma cosa mi tocca sentire?' urlava allora Cuore 'Cosa ce ne facciamo di avere ragione quando ormai sarà troppo tardi e non ci saremo più o saremo stati uccisi. Avremo passato una vita ad aspettare. E aspettare cosa poi? Il tempo della vittoria potrebbe anche non arrivare e mai sarà dimostrato che avevamo ragione. Così non ci sarà nessuna vittoria finale e avremo aspettato invano. Dobbiamo lottare ora per ciò che adesso crediamo giusto.' 
'Sai meglio di me' continuava calma a spiegare Cervello 'che non è possibile prevedere il futuro e può darsi che, come dici tu, il tempo mai ci darà ragione. Ma a cosa serve allora agitarsi tanto adesso se il punto finale di arrivo sarà comunque una sconfitta e nessuno scoprirà mai le nostre ragioni perché il mondo vivrà sempre nell'inganno?'
'Ma è proprio per questo che dobbiamo batterci come leoni' replicava Cuore 'per far valere le nostre ragioni e far scoprire al mondo la verità'.
'Se ti sarai battuto come un leone sarai ricordato come un pazzo, se invece avrai mantenuto la calma sarai ricordato come un saggio' rispondeva Cervello 'perché l'importante è il cammino con cui si arriva alla meta.'
'Avrò sentito questa storiella del cammino almeno mille volte' sbottava spazientito Cuore 'io almeno camminando avrò provato a fare qualcosa!'
'Vuoi che la storia dimostri che eri nel giusto o vuoi essere ricordato solo per le tue coraggiose ma inutili azioni?' concludeva Cervello.
'Le mie azioni sono inutili solo perché tu non mi aiuti' si lamentava Cuore 'e voglio che la storia mi dia ragione perché con le mie azioni dimostrerò che avevo ragione. Anzi' continuava Cuore 'non mi interessa che la storia mi dia ragione, non voglio la ragione, voglio solo che i nostri figli abbiano diritto a vivere su questo divano!'
E così le due piccole pulci, Cuore e Cervello, andavano avanti litigando su cosa fare mentre gli strani esseri continuavano a cercare il modo di eliminarle.»
“Come è andata a finire la storia? Ce l'hanno fatta le due piccole pulci a resistere? E quale sistema di lotta ha prevalso alla fine?” domando io, e continuo “Certo, il problema delle due pulci visto da lassù, dagli immensi spazi interstellari, sarà sembrato minuscolo e ridicolo, vero Stellina?”
“Nessun problema è ridicolo, testone! Il mondo delle due piccole pulci era quel vecchio divano, era tutto ciò che avevano. Anche se al di fuori di quel divano esistono infiniti universi, il loro mondo finiva dove finiva il divano.”
“Beh, si è vero” rispondo io, meravigliato che dopo la fine della storia la mia Stellina continua a parlarmi “in fondo è tutto relativo. Il mondo di ognuno di noi è proprio il mondo in cui viviamo tutti i giorni e dobbiamo fare di tutto per migliorarlo. Il vero problema è capire come poterlo migliorare. Eh...” sospiro “L'eterna lotta fra sentimento e razionalità. Come si fa a capire ogni volta quale sia la scelta giusta da fare? È semplicemente impossibile. Ciò che è giusto per il cuore, è sbagliato per la testa. Ciò che è necessario per alcuni è da evitare per altri. E se esiste un punto di incontro fra cuore e ragione questo punto è l'istinto. Ma è un punto che non sta mai fermo, è un punto che dipende dal tempo, ed è comunque un punto dove sentimento e ragione si incontrano ma non sono in accordo. Sentimento e ragione sono due entità distinte, immiscibili, come l'olio e l'acqua e rimarranno per sempre separate, vero Stellina?”




Sunsets make you dream, always. With their colors... their reflections, sunsets arouse emotions and thoughts of far away travels. They fill you with energy, motivations; simply put they are stimulating.
On the other hand, sunsets in Gaza have a different light. The same light of sunsets are viewed from a hospital bed, or from behind the bars of a prison. You always end up with a sad and painful feeling deeply in your soul. A knot is this stuck in the throat, it becomes hard to swallow.
Yet in a sense you can be bewitched by colors of freedom. They make you dream, as usual, and then you go right back with your feet on the ground, conscious that you can't travel.
You can't reach those distant and unknown places where the sun sleeps, except by fantasy. Sometimes it's not enough for happiness, or freedom. That orange burning ball looks just like a carrot tied on the front of the donkeys. They know that they will never catch it, but whenever it is in front of their eyes they have to try to reach it.
"Remember, little head, what is a sunset for you, for others in other places at that exact same moment is a sunrise"
"My Little Star! Finally you're back" I say, thinking that she always speaks to me at sunset. "It's been a good deal of time that you have not spoken to me" I add a little resentfully.
"Stop it! You know how busy I am these days. With all my friends that are coming down to earth to remedy the troubles that you human beings are getting in, but alas, I'll eventually be alone up here!" She says to me.
"Yeah, by the way, I have seen many shooting stars around here recently... Are you going to get a ride to here also? So we could finally meet in person!" I replied "If you want I can get you in even more trouble. I will force you to get down!" I add jokingly.
"Don't be stupid, chump!" my Little Star reproachs me "And now listen to The Story of the Two Little Fleas."
«Once upon a time there were a couple of fleas called Heart and Brain. The two little fleas lived from time immemorial in an armchair of a very nice and old house. For many years the two fleas lived happily in the folds and the cloth of the sofa, until one day strange beings came to dwell in the house. They had two arms, two legs and big sharp noses. At first Heart and Brain, the two fleas, they did not bother much about this new presence, thinking that the house was big enough for everyone and that they could safely live in peace all together. Instead the new beings, as they were convinced that Brain and Heart were a threat to their safety, strongly shook the couch cushions. This seemed like enormous earthquakes for the two little fleas. The strangers then used strange poisonous spray. They additionally left the cushions out to dry in the sun for long periods of time, hoping the two little fleas would starve. In other words just as these strange beings arrived they tried in every way to kill the two fleas.
Heart and Brain resisted with might. It was not fair what they were suffering. They were born in that couch, which was their home and they have always been there and they have every right to continue to live happy, as they had always lived!
However Heart and Brain sometimes disagreed. Often Heart said to Brain: 'Come on, it's just struggling, we can win this battle'. Brain answered: 'Never mind, let time pass, you'll see that everything will be ok. No need to fight against an enemy too much bigger and more powerful. We have just to stand patiently and time will prove that we are right and it will lead us to victory'.
'But what are you saying?' Heart screamed. 'To be right for what? When it's too late? We'll pass away or we will be killed! We will have spent a lifetime just waiting. And what are we waiting for? Victory? Time could not even give us this and it never will be shown that we were right. So there will be no final victory and we waited for nothing. We have to fight now for what we believe! Right now!'
'You know better than me' Brain continued calmly 'that we can't predict the future, and it may be that time will never prove we are right, as you say. But then why do we have to stress out now if the point of arrival will be a defeat and no one ever discover our reasons because the world will always live in such a fallacy?'
'That's why we have to fight like lions!' replied Heart 'to enforce our arguments and to allow the world to discover the truth'.
'If you fight like a lion you will be remembered as a fool, but if you keep calm you will be remembered to be wise'. Brain replied 'because it's important the path by which we arrive at the final destination'.
'I heard this story of the path at least a thousand times' Heart burst out 'at any rate I tried to do something during the path!'
'Do you want that the story of us proves that we were right or do you want to be remembered only for your brave but useless actions?' Brain concluded.
'My actions are useless just because you do not help me' Heart complained. 'I want our story to prove that we are right and with my actions I'll prove that I'm right'. Heart continued 'I do not care that the story gives me reason, I do not want the reason, I just want that our children have the right to live on this couch!'
And so the two small fleas, Heart and Brain, continued arguing about what to do while the strange beings continued trying to eliminate them.
"How does the story finish? Do the two little fleas succeed to resist? And what kind of fighting do they choose?" I ask and I continue "Certainly if you look at the problem of the two fleas from above, from the immense interstellar space, it seems tiny and ridiculous, doesn't it, my Little Star?"
"No problem is ridiculous, chump! The world of two little fleas was that old sofa, and it was all they had. Although outside of that couch there are infinitely many universes, their world ended where the couch ended."
"Well, it's true" I reply, surprised that after the end of the story my Little Star continues to talk to me "basically all is relative. Our world is just the world where we live every day and we must do everything possible to improve it. The real problem is figuring out how to improve it. Eh...” I sigh "The eternal struggle between emotion and rationality. How can we understand what is the right choice eveytime? It is simply impossible. What is right for the heart, it is wrong for the brain. What is needed for some is to be avoided for others, and if there's a meeting point between heart and brain at this point I call it instinct. But it is a point that never stands alone, it's a point that depends on the time and is a place where heart and brain meet, but don't always agree. Feeling and reason are often two distinct entities, like oil and water, and they remain separate, don't they my Little Star?"




Desde siempre los atardeceres te hacen soñar. Con sus colores y sus reflejos, despiertan emociones y pensamientos de viajes lejanos. Te llenan de energía, motivación y estímulos.
En cambio, las puestas de sol en Gaza tienen una luz particular. La misma luz de los atardeceres mirados desde una cama de hospital, o desde detrás de los barrotes de una prisión. Siempre te dejan un sabor amargo en las profundidades del alma, un nudo en la garganta difícil de tragar. Te cautivan con los colores de la libertad. Te hacen soñar, como de costumbre, y luego regresas de pronto con los pies en el suelo, consciente de que no puedes viajar. No puedes llegar a esos lugares lejanos y desconocidos tocados por el sol, sino solamente con la fantasía. Pero a veces la fantasía no es suficiente para la felicidad o la libertad. Aquella bola de fuego naranja parece la zanahoria atada al palo en frente a los asnos: saben que nunca la cogerán, pero cuando está allí delante de sus ojos no pueden dejar de caminar para tratar de llegar a ella.
"Recuerda, cabecita, que lo que para ti es un atardecer, para otros, en otros lugares, en el mismo exacto momento, es el amanecer".
"¡Mi Estrellita, volviste por fin!" le digo, pensando que es en estos momentos que siempre me habla, al atardecer. "Es un poco de tiempo que no me hablaba" añado resentido.
"¡Dejala ya! Ya sabes cómo estoy ocupada en estos días. Con todas mis amigas que se van para abajo en la tierra para poner remedio a los desastres que ustedes combinan, hay riesgo de que me quede sola aquí en el cielo" me responde ella.
"Por cierto, vi muchas estrellas fugaces en estos días... ¿No es que tú también vas a dar un paseo por aquí? Al menos finalmente ¡podemos encontrarnos!" Le contesto yo "Si quieres puedo combinar incluso más desastres ¡así te obligo a bajar!" Añado en tono de broma.
"No seas estúpido ¡cabezón!" Me reprocha mi Estrellita "Y ahora escucha La Historia de las Dos Pequeñas Pulgas."
«Había una vez un par de pulgas que se llamaban Corazón y Cerebro. Las dos pequeñas pulgas vivían desde siempre en un sillón en una casa muy bonita y antigua. Durante muchos años las dos pulgas vivieron felices en los pliegues y la tela del sofá hasta que un día engresaron en la casa unos seres extraños, con dos brazos, dos piernas y grandes narices afiladas. Al principio Corazón y Cerebro, las dos pulgas, no se molestaron mucho por esta nueva presencia, pensando que la casa era lo suficientemente grande y que todos podrían vivir de manera segura y en paz. Pero los recién llegados, ya que estaban convencidos de que Cerebro y Corazón eran una amenaza para su seguridad, sacudían los cojines del sofá, así fuerte que para las dos pequeñas pulgas parecían enormes terremotos; utilizaban extraño espray tóxico; dejaban a los cojines a secar en el sol durante largos períodos de tiempo con la esperanza que las dos pequeñas pulgas se murieran de hambre. Estos seres extraños recién llegados intentaban de todas las maneras matar y deshacerse de las dos pequeñas pulgas.
Corazón y Cerebro resistían con todas sus fuerzas. No era justo lo que les estaba pasando. Nacieron en aquel sofá, que era su casa desde siempre y ahí, en ese sofá, tenían todo el derecho de seguir viviendo feliz ¡como siempre habían hecho!
Sin embargo, no siempre Corazón y Cerebro lograban estar en sintonía. A menudo Corazón decía a Cerebro: 'Vamos, adelante, es sólo con la lucha que podemos vencer nuestra batalla' y Cerebro respondía: 'No te preocupes, deja que el tiempo pase, verás que todo va a arreglarse. No sirve luchar contra un enemigo mucho más grande y más potente. Sólo tenemos que resistir con paciencia y el tiempo nos demostrará que tenemos razón y nos llevará a la victoria'.
'¿Que tonterias dices?' gritaba Corazón 'Para que tener razón cuando será demasiado tarde y ya nos no estaremos o nos habrán matado. Nos habremos pasado la vida esperando. Y ¿a esperar qué? Podría ser que la hora de la victoria nunca llegue y nunca será demostrado que teníamos razón. Así que no habrá victoria final y nos habremos esperado en vano. Tenemos que luchar ahora por lo que creemos justo en este momento'.
'Sabes mejor que yo' continuaba calmo Cerebro "que no se puede predecir el futuro y es posible que, como tú dices, el tiempo nunca nos dará razón. Pero entonces ¿para que agitarse tanto ahora si el punto final de llegada seguirá siendo una derrota y nadie descubrirá nunca nuestras razones porque el mundo siempre vivirá en el engaño?'
'Es precisamente por esta razón que tenemos que luchar como leones' respondía Corazón 'para hacer valer nuestros argumentos y hacer que el mundo descubra la verdad'
'Si habras luchado como un león serás recordado como un loco, pero si mantienes la calma serás recordado como un sabio' respondió Cerebro 'porque lo importante es el camino por el que llegamos al destino'.
'He oído esta historia del camino por lo menos mil veces' estallaba con impaciencia Corazón 'al menos yo caminando ¡intenté hacer algo!'
'¿Quieres que la historia demuestre que tenías razón o quieres ser recordado sólo por tus valientes pero inútiles acciones?' concluía Cerebro.
'Mis acciones son inútiles porque tú no me ayudas' quejaba Corazó 'y quiero que la historia me dé la razón porque con mis acciones demostraré que tenía razón. De hecho' continuaba Corazón 'no me importa que la historia me dé la razón, yo no quiero la razón ¡sólo quiero que nuestros hijos tengan el derecho de vivir en este sofá!'
Y así las dos pequeñas pulgas, Corazón y Cerebro, continuaban discutiendo sobre qué hacer mientras los extraños seres siguían buscando la forma de eliminarlas.»
"¿Cómo termina la historia? ¿Las dos pequeñas pulgas al final resistieron? ¿Y qué sistema de lucha utilizaron?" Le pregunto yo y continuo "Imagino que el problema de las dos pulgas vistos desde el cielo, desde el inmenso espacio interestelar, parece pequeño y ridículo ¿No es así Estrellita?"
"No hay problema ridículo, cabezón! El mundo de las dos pequeñas pulgas era ese viejo sofá, era todo lo que tenían. Aunque fuera de ese sofá hay un número infinito de universos, su mundo terminaba donde terminaba el sofá."
"Bueno, es verdad" le contesto yo sorprendido de que después del final de la historia mi Estrellita sigue hablandome "en el fondo todo es relativo. El mundo de cada uno de nosotros es el mundo en el que vivimos todos los días y tenemos que hacer todo lo posible para mejorarlo. El verdadero problema es como mejorarlo. Eh..." suspiro "La eterna lucha entre el sentimiento y la racionalidad. ¿Cómo se puede eligir cada vez cuál sea la elección correcta? Es simplemente imposible. Lo que es justo para el corazón, es incorrecto para la cabeza. Lo que es necesario para algunos hay que evitarlo para otros. Y si hay un punto de encuentro entre el corazón y la cabeza, este punto es el instinto. Pero es un punto que nunca se detiene, es un punto que depende del tiempo, y es un lugar donde sentimiento y razón se unen pero no están de acuerdo. El sentimiento y la razón son dos entidades distintas, no miscibles, como el aceite y el agua, y siempre permanecerán separados ¿verdad Estrellita? "