28/09/13

Occupation - UN - and the Refugee Camp

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Il tempo sta cambiando a Gaza. La notte si riesce a dormire bene, senza svegliarsi sudati nel letto ogni cinque minuti per il caldo eccessivo e questo è, almeno per me, il lato positivo dell'autunno che avanza.
Ma per ogni lato positivo c’è sempre il corrispondente lato negativo. Infatti, come ad ogni cambio di stagione, il mio umore non è dei migliori.
Camminavo con fatica sulla soffice spiaggia di Gaza sprofondando con i piedi ad ogni passo per il troppo peso sulla coscienza che mi porto dietro in questi giorni e che non riesco a scrollarmi di dosso.
Quale sia la natura di tale peso, non è importante e non è certo questo il luogo adatto a raccontare troppo di me stesso e della mia vita.
Come se non bastasse ero divorato dal dubbio di aver sbagliato tutto con la mia Stellina ed ero assalito dal triste presentimento di dover per questo passare chissà quanti inverni ancora senza riuscire più ad incontrarla o addirittura a sentirla di nuovo.
In fin dei conti, pensavo, la pazienza ha un limite.
Eppure, ogni tanto da un angolo del cuore ancora si fa spazio la reale sensazione di averla lì, accanto a me e mi sembra di sentirla dire chiaramente “stupido testone, ma non vedi che sono qui e ho ancora bisogno di te, così come tu hai bisogno di me?” Ma proprio quando sto per risponderle, invece che aprire la bocca mi si aprono gli occhi, l’incantesimo finisce, la voce del cuore si spenge e mi ritrovo solo in mezzo alla spiaggia con il piede affondato nel recente prodotto della digestione di qualche cavallo passato nello stesso punto solo pochi minuti prima di me.
Stavo ancora imprecando e pensando a come pulire la suola della scarpa quando una nuvola copre il sole, vengo attraversato da un brivido che credo essere di freddo e invece era la magica voce della mia Stellina che ridendo mi dice “Ti devo chiedere scusa, testone!”.
“Per cosa?” le rispondo io.
“Per aver sempre creduto che tu, come tutti gli esseri umani, non fossi capace di fare due cose contemporaneamente” dice lei e continua sogghignando “invece tu sei la prova vivente che mi sbagliavo”.
“Perché riesco ancora a vivere in questo mondo ingiusto senza smettere di sognare?” le chiedo io eccitato e felice che stiamo di nuovo scherzando insieme e sperando finalmente in un complimento.
“Oh, questo non lo so, ma di certo sei in grado di camminare e pestare la merda nello stesso tempo!” conclude lei e senza smettere di ridere mi racconta la Storia dei due maghi.
«C’era una volta il Mago Cattivo che con un incantesimo si moltiplicò tante volte e decise di sistemare tutte le sue copie in un pezzo di terra di olivi e grano.
Gli uomini che da sempre vivevano in questo pezzo di terra furono costretti con la forza a spostarsi e rifugiarsi nei campi vicini, per non rimanere uccisi o maltrattati dalle copie del mago cattivo. Tutti questi uomini, che erano molti e continuavano a crescere in numero perché il Mago Cattivo continuava a moltiplicarsi e ad occupare sempre più terra, iniziarono a lamentarsi e protestare per non avere più una casa dove abitare e una terra da coltivare.
I lamenti risvegliarono la Maga Inutile, che da sempre cercava inutilmente di contrastare la magia e la cattiveria del Mago Cattivo.
Infastidita da tanto rumore la Maga Inutile andò a vedere cosa stava succedendo. Quando capì la situazione cercò di risolvere il problema costruendo case, scuole e servizi per tutti questi uomini in modo che smettessero di lamentarsi e lei potesse riprendere il sonno tranquillamente.
Questi uomini però erano così tanti che nel posto dove erano stati costretti a scappare e rifugiarsi non c'era molto spazio perché già ci vivevano altri uomini. Così i lamenti ripresero più forti e più numerosi di prima.
Intanto il Mago Cattivo continuava a moltiplicarsi e ad occupare illegalmente sempre più terra mentre la Maga Inutile continuava con molti sforzi a costruire inutilmente altre case lasciando comunque ingiustamente gli uomini senza terra.
Ovviamente i lamenti e le proteste degli uomini continuarono fino a che finalmente si risvegliarono anche le prime stelle creatrici dell'universo che per prima cosa tolsero ogni potere ai due maghi. Il Mago Cattivo sparì all'istante e con lui tutte le sue copie. La Maga Inutile ormai senza più potere andò a lamentarsi dalle prime stelle creatrici dell'universo per chiedere come mai anche lei era stata punita ma ormai le stelle erano tornate al loro meritato riposo».
Stavo ancora ridendo per la battuta della mia Stellina quando rientrando verso casa sento un fastidio sotto al piede. Penso che sia la sabbia su cui sto camminando, così mi sposto e cammino sull'erba, ma il fastidio continua, allora mi metto a camminare sulla strada asfaltata, ma niente, il dolore rimane.
A quel punto sento la mia Stellina stizzita che mi dice “ma cosa te le racconto a fare le storielle se tanto poi non le capisci?”
“Perché?” le chiedo io.
“Perché stai facendo lo stesso errore della Maga Inutile” mi risponde lei “se hai un sasso nella scarpa è inutile che continui a cambiare il terreno su cui cammini. Il sassolino continuerà a darti fastidio. Il problema va eliminato alla radice e l'unica soluzione è togliersi la scarpa e buttare via il sasso”.





The weather is changing in Gaza. During the night you can sleep well without waking up every five minutes from sweating due to the excessive heat. For me this is a positive sign of the coming autumn.
But for every positive side there is always a corresponding negative. In fact, as usual every change of season changes my mood, which currently isn't so good.
I walked with difficulty on the soft sand of Gaza sinking my feet with every step because these days I'm carrying too much on my conscience, it's weight I can't shake off.
What kind of weight is not important, and also this is certainly not the appropriate place to tell too much about myself.
If all of this was not enough I am also devoured by doubt that I got all my Little Star's advice wrong and I have the sad predicament of having to spend many winters without being able to meet her, or even to hear her again.
After all, patience has a limit.
Yet, sometimes from one corner of my heart I can feel her beside me. At those times I seem to hear a faint whisper of her clearly saying "stupid chump, don't you see I'm here and I still need you, just as you need me?". But just as I'm about to answer her, instead of opening my mouth I open my eyes. The spell thus ends, the voice of my heart goes off and I find myself alone on the beach with my foot sinking in a recent product of digested foulness of some horse passed in the same spot just a few minutes before me.
I was still swearing and thinking about how to clean the sole of my shoe when a cloud covered the sun. A shiver ran down my spine, I believed it to be from the cold but now I have the sneaking suspicion that it was the magic voice of my Little Star. While laughing she said "I have to apologize, chump!".
"Why?" I ask her.
"Because I always believed that you, like all human beings, were not able to do two things at once" she said. Continuing her grin she adds "but you just proved to me that I was wrong."
"Do you say that because I can still live in this unjust world while continue to dream?" I ask her in excitement and joy that we are joking together... and I was wishing for a compliment.
"Oh, I do not know this, but certainly you are able to walk and step on shit at the same time!" she concluded while still giggling. She then told me the Tale of the two magicians.
«Once upon a time a spell from the Evil Magician multiplied himself many times and he decided to settle all copies on a piece of land full of olive trees and wheat.
Men who have always lived in this piece of land were forced to move and to take refuge in the nearby fields, so as to avoid being killed or wounded by the evil wizard copies. All of these copies continued to grow in number because the Evil Magician continued to multiply and occupy more and more land. They began to complain about not having a home where they could live and a land to cultivate. The moans awakened the Useless Magician, which has always uselessly tried to oppose the magic of the Evil Magician.
Annoyed by the noise, the Useless Magician went to see what was going on. When she realized the situation tried to solve the problem by building houses, schools and services for all these men so that they would stop complaining and she could go back to sleep quietly.
But these men were so many there was not much free space where they took refuge, partly because other men already lived there. So the complaints became stronger and more numerous than before.
Meanwhile, the Evil Magician continued to multiply and illegally occupy more and more land and the Useless Magician continued with many vain efforts to build other houses still leaving unfairly men without land.
Obviously complaints and protests of the men continued until finally the first stars, creators of the universe, awoke. Firstly they took off all the power of the two magicians. The Evil Magician disappeared instantly and with him all his copies disappeared. The Useless Magician, now without power, went to complain to the stars creators of the universe and she asked why she had been punished, but at that time the stars returned to their well-deserved rest».
I was still laughing for the joke of my Little Star when returning back home, but then I felt a nuisance under my foot. I think it was from the sand. So I moved to walk on the grass, but the discomfort continued so I moved to walk on the paved road. The pain remained.
At that point my Little Star angrily told me "I’m wondering why I told you the story if you do not understand".
"Why?" I ask her.
"Because you are making the same mistake of the Useless Magician" she answered me "if you have a stone in your shoe it’s useless to continue to change the ground you’re walking on. The pebble will continue to bother you. You have to eradicate the problem and the only solution is to take off your shoe and to throw away the stone."





El clima está cambiando en Gaza. Por la noche se puede dormir bien sin despertarse sudando en la cama cada cinco minutos por el calor excesivo y esto es, para mí, el lado positivo del otoño que se acerca.
Pero por cada lado positivo siempre hay un lado negativo correspondiente. De hecho, como en cada cambio de estación, mi estado de ánimo no es tan bueno.
Caminaba con dificultad en la suave arena de Gaza hundiendo mis pies a cada paso por el mucho peso cargado en mi conciencia que llevo en estos días y que no puedo sacudir.
La naturaleza de este peso no es importante y esto no es el lugar apropiado para contar demasiado sobre mí y mi vida.
Como si eso no fuera suficiente estaba devorado por la duda de que me estaba equivocando completamente con mi Estrellita y fui asaltado por el triste presentimiento de tener que pasar quién sabe cuántos inviernos sin poder verla o incluso oírla otra vez.
La paciencia, pensé, tiene un límite.
Sin embargo, de vez en cuando desde una esquina de mi corazón aún sale la sensación de tenerla a mi lado y me parece oírla decir claramente "estúpido cabezón ¿no ves que estoy aquí y que todavía te necesito, al igual que tu me necesitas?". Pero justo cuando estoy a punto de responder, en lugar de abrir mi boca, abro los ojos, termina el hechizo, la voz del corazón se apaga y me encuentro solo en la playa con mi pie hundido en el producto reciente de la digestión de un caballo pasado en el mismo lugar unos minutos antes que yo.
Estaba todavía imprecando y pensando en cómo limpiar la suela de mi zapato cuando una nube cubre el sol, un escalofrío, que creo debido al frío, pasa por mi espalda y pero era la voz mágica de mi Estrellita que riendo me dice "tengo que pedir disculpas ¡cabezón! ".
"¿Para qué?" Le digo.
"Porque siempre creí que, como todos los seres humanos, no fueras capaz de hacer dos cosas a la vez" me dice y sigue "pero acabas de demostrarme que me equivocaba."
"¿Porque todavía puedo vivir en este mundo injusto sin parar de soñar?" Les pido emocionado y feliz de que estamos de nuevo bromeando juntos y esperando por fin en un cariño.
 "Oh, esto no lo sé, pero seguro que tú eres capaz de caminar y pisar la mierda al mismo tiempo..." y sin dejar de reír me dijo la Historia de los dos magos.
«Hubo un tiempo en que el Mago Maléfico con un hechizo se multiplicó muchas veces y decidió poner todas sus copias en un pedazo de tierra de olivos y trigo.
Los hombres que siempre habían vivido en este pedazo de tierra se vieron obligados por la fuerza a moverse y buscar refugio en los campos cercanos, para evitar ser asesinados o heridos por las copias del Mago Maléfico. Todos estos hombres, que eran muchos y continuaban creciendo en número debido a que el Mago Maléfico continuaba multiplicándose y ocupando más y más tierra, empezaron a quejarse y protestar por no tener un hogar donde vivir y tierras para cultivar.
Los gemidos despertaron la Maga Inútil, que desde siempre trataba en vano de contrarrestar la magia del Mago Maléfico.
Molesta por tan ruido la Maga Inútil fue a ver lo que estaba pasando. Cuando se dio cuenta de la situación trató de resolver el problema construyendo viviendas, escuelas y servicios para todos estos hombres para que dejaran de quejarse y ella pudiera volver a dormir tranquilamente.
Estos hombres, sin embargo, eran así tantos que en el lugar donde se habían visto obligados a huir y refugiarse no había mucho espacio debido a que allí ya vivían otros hombres. Así que las quejas volvieron más fuertes y más numerosas que antes.
Mientras tanto, el Mago Maléfico continuaba multiplicandose y ocupando ilegalmente más y más tierra, mientras que la Maga Inútil continuaba con muchos vanos esfuerzos construyendo otras casas pero aún dejando injustamente los hombres sin tierra.
Obviamente, las quejas y las protestas de los hombres continuaron hasta que finalmente se despertaron también las primeras estrellas creadoras del universo que de pronto dejaron los dos magos sin poderes. El Mago Maléfico desapareció al instante y con él todas sus copias. La Maga Inútil ahora sin poder se fue a quejarse de las primeras estrellas creadoras del universo para preguntar por qué también ella había sido castigada, pero las estrellas ya habían vuelto a su merecido descanso».
Estaba todavía riendo por la broma de mi Estrellita cuando al regresar a mi casa sentí una molestia debajo del pie. Creo que sea la arena en que estoy caminando, así que me muevo a caminar sobre la hierba, pero la molestia persiste, entonces empiezo a caminar por la carretera asfaltada, pero nada, el dolor permanece.
En ese momento siento mi Estrellita que me dice enojada "¿para que te cuento las historias si no me entiendes?".
"¿Por qué?" pregunto yo.
"Por qué estás haciendo el mismo error de Maga Inútil" responde ella "si tienes una piedra en el zapato es inútil seguir cambiando el suelo que pisas. La piedra seguirá molestandote. Hay que sacar el problema a la raíz y la única solución es quitarse el zapato y tirar la piedra".

20/09/13

The freedom of Palestine

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Ancora un altro messaggio dal cielo: la mia Stellina continua a sognarmi.
Io continuo a sognare lei, ma che triste che non riesco più a sentirla.
La colpa è mia, perché sono io che non la capisco e non le rispondo più, se non in sogno.
Le stelle non sbagliano mai...o quasi.
Non per cercare una scusa in proposito ma credo anche che sia Gaza che fa veramente diventare matti...l'altro giorno infatti mi sono addirittura chiesto come mai la mia Stellina non mi chiamasse al telefono...come se le stelline per parlare avessero bisogno della tecnologia.
Le stelle esistono da milioni di anni ed hanno sempre parlato all'umanità senza bisogno di computer o cellulari. Siamo noi esseri umani che oggi, convinti di essere progrediti non ci rendiamo conto che siamo tornati indietro di anni e che per comunicare siamo schiavi della tecnologia.
Tutti gli altri animali continuano a comunicare fra loro e non ho mai visto un delfino o un elefante con un cellulare.
Comunque dicevo che vivere in questa prigione fa impazzire. Basta che succeda qualcosa in Medio Oriente e le ripercussioni si sentono più forte qua che altrove.
In Egitto è in corso una sorta di guerra civile? La colpa è dei palestinesi e allora viene chiuso Rafah che è la sola via di comunicazione con il resto del mondo e vengono distrutti i tunnel costringendo Gaza ad una delle peggiori crisi degli ultimi anni. Le altre uscite sono chiuse a chiave dai secondini israeliani che lasciano passare solo gli internazionali.
Se poi li accusi di razzismo e discriminazione ti chiamano antisemita.
E neanche tutti gli internazionali possono uscire dalla Striscia di Gaza da Erez, a nord.
Io per esempio che sono entrato a Gaza da sud, dal valico di Rafah al confine con l'Egitto, non posso uscire dal valico di Erez. Un pò come se un turista inglese che entra in Italia dalla Francia non può uscire dal confine con la Svizzera, bizzarro vero?
Gli Stati Uniti vogliono attaccare la Siria nel loro stupido Risiko? La colpa è... come? Pensate che gli USA non stiano giocando a Risiko ed io ho troppa fantasia? Se il vostro obiettivo fosse conquistare l'Iran non mettereste prima al sicuro con un bel pò di armate l'Iraq, l'Afganistan, la Siria, il Libano e un pò di rinforzi nelle retrovie Egiziane per non correre rischi? No?! Allora probabilmente non avete mai giocato a Risiko.
Ma non mi voglio dilungare troppo e come promesso vi scrivo la storia che la mia Stellina mi ha raccontato nel sogno precedente, sperando che torni presto a parlarmi perché raccontate da lei le storielle sono molto più carine.
Io non sono molto bravo a scrivere.
Il racconto si intitolava “La Storia del Pane chiamato Libertà” e spero di ricordarlo esattamente come me lo ha raccontato nel sogno la mia Stellina.
Diceva la mia Stellina che...
«Milioni di anni fa sono state le stelle a creare il mondo.
Era la prima volta che creavano il mondo e non sapevano bene come fare, così per cominciare hanno inventato gli animali. I primi animali erano delle formichine. Le stelle erano tutte contente di vedere queste formichine girare per il mondo e così si misero a danzare, cantare e brillare in cielo soddisfatte del loro primo risultato. Dopo molto ballare, stanche di tanta musica e tante luci, le stelle, che ancora non avevano inventato il cibo, si accorsero che le formichine stavano morendo di fame.
Prese dal panico, le stelline senza troppo pensare, decisero di creare il pane e mandarlo sulla terra per dare da mangiare alle formichine. Le stelline pensarono che questo pane dovesse essere molto grande per poter sfamare tutte le formichine. Così crearono una pagnotta gigante e la mandarono sulla terra. Di nuovo, soddisfatte del loro lavoro si misero a danzare, ridere e brillare in cielo senza prestare attenzione a cosa succedeva alle loro creature sulla terra.
Non appena le formichine sentirono l'odore del pane caldo appena fatto, si precipitarono in massa. Una volta arrivate davanti al pane si accorsero che era veramente grande e iniziarono a pensare a come fare per portarselo a casa.
Con la frenesia tipica di chi ha fame e per la paura di rimanere senza, le formichine iniziarono a tirare la pagnotta da una parte e dall'altra, di sopra e di sotto e non riuscirono a muovere il pane di un solo millimetro.
Iniziarono allora grandi discussioni su come fare e si formarono gruppi, ognuno dei quali convinto di avere la soluzione giusta e di essere l'unico in grado di riuscire a portare a casa la pagnotta gigante. Una volta prevaleva l'idea di un gruppo ma gli altri, gelosi, non collaboravano e si fermavano a guardare soddisfatti che la pagnotta fosse ancora lì, immobile al suo posto, dimenticandosi che portare a casa il pane era anche il loro obiettivo. Sempre più deluse e arrabbiate di non riuscire nel loro intento le formichine iniziarono a perdere completamente la ragione e iniziarono a combattere fra di loro dimenticandosi completamente della pagnotta, che era ancora lì, a disposizione di tutti, ma nessuno sembrava più farci caso. Anzi il pane sembrava quasi diventato l'origine di tutti i loro mali.
Un giorno arrivò una formichina, una di quelle più silenziose, che mai aveva preso parte alle discussioni, e determinata ad avere diritto alla propria libertà, senza fare troppo rumore, si avvicinò alla pagnotta, ne staccò un pezzettino, grande abbastanza da bastarle per tutta la vita e piano piano se lo portò verso casa. Fece molta fatica, certo, perché è sempre doloroso conquistare la libertà, ma alla fine ottenne quello che aveva sempre voluto, la propria libertà.
I grandi capi, quelli che si stavano seccando la gola a forza di parlare e discutere neanche si accorsero di cosa stava succedendo, ma altre formichine invece seguirono l'esempio e pezzo dopo pezzo iniziarono a trasportare la pagnotta verso casa, ognuna col suo carico di libertà.»
Mi ricordo che il sogno finiva con la mia Stellina che mi diceva che sono necessari molti ingredienti per cucinare il pane chiamato libertà: uno di questi è il silenzio e un altro è la determinazione.
Per questo continuo a scrivere. Per dimostrare alla mia Stellina che il mio silenzio, condiviso attraverso le storie, è sofferenza e determinazione che porta alla libertà.
Ed è per questo che la mia Stellina continua a cercarmi in sogno, lei non ha da conquistarsi la propria libertà, vuole solo gustare e condividere con me il pane delle stelle chiamato libertà.




Yet another message from the sky, my Little Star continues to dream of me. I still dream of her, but what a pity that I can no longer hear her.
It is my fault, because I do not understand her and I do not answer her any more, except in my dreams.
The stars are never wrong... or almost never.
I do not want to try to justify it, but I believe that Gaza can make a person insane... in fact yesterday I ridiculously pondered why my Little Star did not at least merely call me by phone... as if the stars need technology to talk to us.
The stars have existed for millions of years and speak to mankind without computers or mobile phones. We humans believe to be advanced but we do not realize that we regressed years ago because we need technology to communicate.
All other animals continue to communicate with each other and I have never seen a dolphin or an elephant with a mobile phone.
Once again living in this prison...it makes people crazy, and the Middle East the consequences of such a mindset are stronger than anywhere else.
Is there a civil war in Egypt? Is it really the Palestinians' fault? Some think so; and the Rafah border, which is the only physical connection Gazawis have with the rest of the world, besides what trickles from the Israelis, is closed. Its tunnels are destroyed which forces Gaza to one of the worst crises' in recent years. The other borders are locked by Israeli jailers that let only some internationals go through.
Of course if you accuse them of racism and discrimination they call you anti-Semitic. Not even all the internationals can go through Erez crossing point.
For example I entered into Gaza Strip from the south, through Rafah crossing on the border with Egypt. Therefore I can't go out from the Gaza Strip by the Erez crossing on the north side. Can you imagine an English tourist who comes into Italy from France and then he can not exit from the border with Switzerland? It's very odd, isn't it?
To add fuel to the fire another question must be posed: Does the US want to attack Syria in their stupid real life Risk game? If their goal is to conquer Iran it makes sense to tuck away Iraq, Afghanistan, Syria, Lebanon and even Egypt behind the front line with a bunch of tokens to avoid risks! If this doesn't make sense to you it's probably because you've never played Risk.
But I do not want to dwell too much on obvious facts, as I promised you I will write the story that my Little Star told me about in my previous dream. I hope she can come back soon to talk to me because she's better than me at telling stories.
The story was titled "The History of a Bread called Freedom" and I hope to remember it exactly as my Little Star told me in my dream.
My Little Star used to said that...
«Millions of years ago the stars created the world.
It was the first time that they created the world. They were not sure how to do it so first of all they invented animals. The first animals were little ants. After that the stars were very happy to see these little ants travel around the world, so they began to dance, sing and shine in the sky because they were so satisfied with their first result. After all the dancing they were tired of so much music and so many lights, the stars realized that the ants were starving because they had not yet invented food. Panicked, the stars without thinking too much decided to create bread and send it to the earth to feed the little ants. The stars thought that this bread should be very large in order to feed all the ants. So they created a giant loaf and sent it to the earth. Again, satisfied with their work the stars began to dance, laugh and shine in the sky without paying attention to what was happening on the earth.
As soon as the little ants felt the smell of warm bread just baked, they rushed in crowds. Once they arrived in front of the bread they realized that it was really big and they started thinking about how to take it home.
Hungry and fearful the bread was not enough for all af them, the ants began to pull it by every side, so the bread did not move at all.
Long discussion began on how to move the bread, groups were formed, each of which thinking it has the right solution and it was the only one able to bring home the giant bread.
Once the idea of a group prevailed the others became jealous. They then did not help anymore, and they just watched while being satisfied that the loaf was still in the same place. They forgot that bringing home the bread was their main goal.
The ants became more disappointed and angry for failing in their aim and they began to lose reason, so they fought among themselves and completely forgot about the loaf. And there it was, available to everyone, but no one seemed to notice it. It almost seemed to become the source of all their problems.
One day a little ant arrived, one of the quietest, who had never taken part in the discussions. While determined to achieve his freedom, he, without making too much noise, approached the loaf. He broke off a large piece because he was very strong. It was enough for him for his whole life, and slowly he brought it back home. Of course he made a lot of effort because it's always painful to gain one's own freedom, but at the end he got his prize. The big leaders, those that were wasting their voices by arguing didn't realize what was happening. Other little ants followed this example and piece by piece they began to carry the bread to the house, each one with its load of freedom.»
I remember the dream ended with my Little Star telling me that several ingredients are needed to cook the bread called freedom, one of these is silence and another is the determination.
That's why I continue to write, it's to prove to my Little Star that my silence is suffering and determination that leads to freedom.
That's why my Little Star continues to dream of me in her dreams, she has not to achieved her freedom either. She just wants to enjoy life and share with me the bread of stars called freedom.




He recibido otro mensaje desde el cielo: mi Estrellita continúa soñando conmigo.
Yo también sigo soñando con ella, pero que triste que todavía no puedo oírla.
Es mi culpa, porque yo no la entiendo y no le contesto nunca más, excepto en mis sueños.
Las estrellas nunca se equivocan... o casi.
No estoy buscando una excusa al respecto, pero creo que también es Gaza que realmente nos vuelve locos... el otro día, de hecho, hasta me pregunté por qué mi Estrellita no me llama por teléfono... como si las estrellas necesitaran de la tecnología para comunicar.
Las estrellas existen desde millones de años y siempre han hablado a la humanidad sin necesidad de ordenadores o teléfonos móviles. Somos nosotros seres humanos que hoy, convencidos de ser inteligentes, no nos damos cuenta de que estamos realmente retrasado porque somos esclavos de la tecnología para comunicar.
Todos los demás animales siguen comunicándose entre sí y nunca he visto un delfín o un elefante con un teléfono móvil.
De toda forma la vida en esta prisión nos vuelve locos. Sólo es suficiente que algo suceda en Medio Oriente y las repercusiones se sienten más fuerte aquí que en cualquier otro lugar.
¿En Egipto hay una especie de guerra civil? La culpa es de los palestinos y entonces se cierra Rafah que es la única vía de comunicación con el resto del mundo y destruyen los túneles obligando Gaza a una de las peores crisis de los últimos años. Las demás salidas están bloqueadas por los carceleros israelíes que dejan pasar sólo los internacionales.
Luego si los acusas de racismo y discriminación te llaman antisemita.
Y tampoco todos los internacionales pueden salir de la Franja de Gaza a través de Erez en el norte.
Yo, por ejemplo, que entré en Gaza desde Rafah en el sur, en la frontera con Egipto, no puedo salir a través de Erez. El mismo sería como si un turista Inglés que viene a Italia desde Francia no puede salir a través de Suiza, ¡qué raro! ¿verdad?
¿Los Estados Unidos quieren atacar a Siria en su estúpido juego de Risk? La culpa es... ¿cómo? ¿Cree usted que los EE.UU. no están jugando a Risk y yo tengo demasiada imaginación? Si su objetivo fuera conquistar Irán ¿no atacaría antes a Irak, Afganistán, Siria, Líbano y no pondría algunos refuerzos en Egipto en la retaguardia para evitar riesgos? ¿No? Entonces probablemente nunca ha jugado a Risk.
Pero ahora no quiero hablar demasiado, y como les prometí les cuento la historia que mi Estrellita me dijo en el sueño anterior, con la esperanza de que ella vuelva pronto a hablar conmigo porque las historias contadas por ella son mucho más agradables.
Yo no soy un escritor muy bueno.
El título es "El Cuento del Pan llamado Libertad" y espero comunicarselo exactamente como me lo dijo mi Estrellita en el sueño.
Contaba mi Estrellita que...
«Millones de años atrás las estrellas crearon el mundo.
Era la primera vez que creaban el mundo y no estaban seguras de cómo hacerlo, por lo tanto para empezar inventaron a los animales. Los primeros animales fueron pequeñas hormigas. Las estrellas estaban felices de ver estas hormiguitas viajando por el mundo y entonces comenzaron a bailar, cantar y brillar en el cielo satisfechas del primer resultado. Después de mucho baile, cansadas de tanta música y tanta luz, las estrellas se dieron cuenta de que las hormiguitas estaban muriendo de hambre porque todavía no habían inventado la comida. Presas por el pánico, las estrellas, sin pensar demasiado, decidieron crear el pan y enviarlo a la tierra para alimentar a las hormigas. Las estrellas pensaron que este pan debiera ser muy grande por alimentar a todas las hormiguitas. Así que crearon una barra gigante y la enviaron en la tierra. Una vez más, satisfechas por el trabajo, las estrellas empezaron a bailar, reír y brillar en el cielo sin prestar atención a lo que estaba sucediendo en la tierra.
Tan pronto como las hormiguitas sintieron el olor a pan caliente acabado de hacer, se lanzaron en masa. Al llegar frente al pan se dieron cuenta de que era muy grande y empezaron a pensar en como llevarselo a su casa.
Por el hambre y el temor de quedarse sin pan, las hormiguitas empezaron a tirar por un lado y por el otro, para arriba y para abajo y el pan no se movió ni un milímetro.
Entonces muchas discusiones empezaron sobre cómo hacer, se formaron grupos, cada uno de ellos creyendo tener la solución adecuada y creyendo ser el único capaz de traer a casa el pan gigante.
Una vez se imponía la idea de un grupo y los otros, celosos, no colaboraban, y se paraban a ver satisfechos de que el pan todavía estaba allí, inmóvil en su lugar, olvidando que traer a casa el pan era también su objetivo. Siempre más decepcionadas y enojadas por fallar su objetivo las hormiguitas comenzaron a perder la razón y luchar entre sí olvidando por completo la barra de pan, que todavía estaba allí, al alcance de todos, pero nadie parecía darse cuenta, o más bien parecía casi que el pan se fuese convertido en la fuente de todos los males.
Un día llegó una hormiguita, una de las más tranquilas, que nunca había tomado parte en las discusiones, y decidida a tener derecho a su libertad, sin hacer demasiado ruido, se acercó a la barra de pan, rompió un pedazo suficientemente grande como para durarle para toda la vida y poco a poco se lo trajo de vuelta a casa. Hizo un gran esfuerzo, por supuesto, porque siempre es doloroso ganar la libertad, pero al final consiguió lo que siempre había querido, o sea su propia libertad.
Los grandes jefes, los que se secaron la garganta hablando y discutiendo ni siquiera se dieron cuenta de lo que estaba sucediendo, pero otras hormiguitas siguieron el ejemplo y pieza por pieza comenzaron a llevarse el pan a sus casas, cada una con su carga de libertad.»
Recuerdo que el sueño terminaba con mi Estrellita diciéndome que se necesitan varios ingredientes para cocinar el pan llamado libertad: uno de ellos es el silencio y otro es la determinación.
Por eso sigo escribiendo. Para demostrar a mi Estrellita que mi silencio, compartido a través de mis cuentos, es sufrimiento y determinación que conduce a la libertad.
Y por eso mi Estrellita sigue buscandome en sus sueños, ella no tiene que ganarse su libertad, sólo quiere disfrutar y compartir conmigo el pan de las estrellas llamado libertad.

05/09/13

Dreams and Stars

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«Fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà gli spazi di sempre per mille secoli almeno ma noi non ci saremo.»
Francesco Guccini



È molto tempo che la mia Stellina non mi parla. O meglio, lei mi parla, ma sono io che non riesco più a sentirla, anzi, a capirla. Beh, riguardo al capire io ho sempre capito poco, non è una novità. Insomma voglio dire che forse io e la mia Stellina non parliamo più la stessa lingua.
Adesso ci sogniamo e basta. L'altra notte l'ho sognata e so che anche lei mi ha sognato, me lo ha detto un angioletto custode. Ma ora non voglio complicare troppo le cose con stelline, angioletti custodi o piccole gioie quotidiane. Diciamo che mi è arrivato un messaggio dal cielo, che ovviamente non ho capito in quanto testone, ma quello che era chiaro nel messaggio è che la mia Stellina mi aveva sognato.
Ma torniamo al mio sogno, che parla parla, scrivi scrivi, perdo il filo del discorso. Dicevo che non è stato un bel sogno. Infatti mi sono svegliato molto triste perché quando si tratta di Stelline, i sogni sono realtà e dobbiamo stare molto attenti a cosa sogniamo. Non ricordo bene il mio sogno, ma ho sognato che la mia Stellina mi parlava e io non riuscivo a capirla. Era così distante che non la sentivo più. Per quello poi ero molto triste quando mi sono svegliato e ho realizzato che il sogno è la realtà.
Allora ho iniziato a pensare a quanto distanti sono le stelline. Incredibile, milioni di anni luce. Adesso vi spiego cosa vuol dire, ma state attenti perché non è molto semplice da capire. Si tratta di spazi e tempi così grandi che la mente si rifiuta anche solo di immaginarli.
Dunque, la luce corre così veloce che per raggiungere un punto lontano più o meno trecentomila Km impiega un solo secondo. In due secondi percorre seicentomila Km e così via...Pensate a quanti Km percorre in un anno...circa 9461 miliardi di Km. E in un milione di anni, quanti secondi ci sono e quanta strada percorre la luce? Non si riesce neanche ad immaginare, vero?
Capite adesso quanto sono lontane le stelline più lontane? Pur correndo così veloci ci mettono anni ad arrivare fino a noi. Ecco perché io e la mia Stellina non riusciamo più ad incontrarci. Ma questo adesso non è importante.
Uff..il mio solito vizio di aprire mille parentesi e poi perdere il filo del discorso.
Insomma spazio e tempo si confondono. E le stelline oggi ci possono raccontare addirittura quello che è successo milioni di anni fa. Per quello sono così sagge, perché hanno una pazienza infinita.
Voi sareste capaci di aspettare anche solo una settimana per dire quello che avete da dire? Difficile, vero? Loro aspettano addirittura milioni di anni!
L'attesa silenziosa degli sviluppi spesso è la chiave per capire cosa sta succedendo attorno a noi.
Poi c'è il sole che un po' come la mamma di tutti ci racconta cosa è successo appena otto minuti e mezzo fa, come le mamme appunto, che se hanno qualcosa da rimproverarti non aspettano certo anni.
Le stelle più lontane invece ci osservano nel presente da lassù e sanno cosa succede oggi, ma come dei vecchi e saggi nonni ci incantano con favole antiche di milioni di anni.
Se sapessimo ascoltarle impareremmo a non ripetere gli stessi errori del passato. Invece eccoci qua, poveri umani, a soffrire sempre per gli stessi mali, oggi come ieri: guerre, distruzioni, ingiustizie.
A forza di scrivere si è fatto buio e io sono qui a fissare il cielo per cercare di sentire di nuovo la voce della mia Stellina. Forse è proprio qui che sbaglio, più aspetto e meno probabilmente la sentirò. Insomma è chiaro che tornerà a parlarmi e che potrò finalmente sentire di nuovo la sua voce e guardarla ancora una volta diritto negli occhi, come ho fatto ormai milioni di anni fa, ma se anche decidesse oggi di parlarmi di nuovo, è così lontana che potrò sentirla solo fra milioni di anni. O se la sentirò e vedrò presto è perché milioni di anni fa ha deciso di incontrarmi. Capite che è piuttosto complessa la situazione e io mica posso aspettare milioni di anni, o invece si?
Forse per vederla di nuovo dovrei solo tornare a sognare, come ho sempre fatto, perché i sogni non hanno tempo, i sogni sono alla base di tutto, i sogni sono sempre romantici, con i sogni si può cambiare il mondo. Ecco, per un attimo sono tornato a sognare e mi sono ricordato anche la storia che la mia Stellina mi ha racontato nel sogno.
Ma ho già scritto troppo. Peccato, era una bella storiella, si chiamava «La Storia del Pane chiamato Libertà». Ve la racconterò un'altra volta, ma non fra milioni di anni, state tranquilli, che io non ho la pazienza delle stelle.
Adesso vado a dormire e a sognare. A sognare di Stelline e di pace, di amori e di libertà. A sognare insomma un mondo migliore che forse arriverà, ma noi non ci saremo.





«In nights and days the sun will be thousand seasons and again the world will go through the same spaces for thousand centuries at least but we will not there.»
Francesco Guccini

My Little Star hasn't talked to me for a long time. Or rather, she speaks to me, but I can no longer understand what she is saying, in fact I can barely hear her. Well, with respect to understanding... I haven't ever really understood anything, so this is not news. Anyway, I want to say that perhaps me and my Little Star no longer speak the same language.
Now we dream about each other and nothing else. Last night I dreamed of her and I know that she dreamed of me, a guardian angel told me. But now I don't want to complicate things with stars, guardian angels, or even tiny daily joys. I just received a message from the sky, which of course I did not understand because I'm a chump, but what was clear in the message is that my Little Star dreamed of me.
But let's go back to my dream...I was talking and talking, writing and writing, then I lost my train of thought! I was saying that it was not a good dream. In fact, I woke up very sad because I learned when we dream about stars that those dreams are reality. So we have to be very careful about what we dream of. I do not remember my dream, but I dreamed that my Little Star spoke to me and I could not understand her. She was so far away that I could not hear her, that's why I was very sad. When I woke up I realized that the dream is reality.
So I started thinking about how far apart the stars are. It's incredible to think of, they are millions of light years away. Let me explain what that means, and please concentrate because it is not very simple to understand. We're talking about spaces and times so big that the mind refuses even to imagine them.
Distances so far that even though light runs to slow to make it there anytime soon. After all for light to reach a point three hundred thousand Km away in single second, but still millions of light years separate one star from another. In two seconds it covers a distance of about six hundred miles and so on... 
Think about how many Km the light is able to cover in one year, about 9461 billion km. In one million years, how many seconds are there and how far along does the light go? You can't even imagine; or can you?
Do you understand how far the stars are now? Even running so fast they need years to reach us. That's why me and my Little Star are no longer able to meet, but this is not important now.
Phew... my usual habit to open a thousand ideas and then to lose my train of thought happened again...
At such distantances, space and time are mixed. And now the stars can tell us even what happened millions of years ago. That's why they are so wise, because they have endurance.
Would you be able to wait even just a week to say what you have to say? It's difficult, isn't it? The stars expect to wait even millions of years!
The silent waiting of the events is often the key to understand what is going on around us.
Then there is the sun that, like our mother, it tells us what has happened just eight minutes and a half ago, exactly like mom..if she has something to blame us for she does not wait for years.
Perhaps the most distant stars observe us in the present, maybe they know what's going on today. Yet as the old wise grandparents they enchant us with tales of millions of years old.
If we were able to listen to them, we would learn to not repeat the same mistakes of the past. Instead, here we are, poor humans, always suffering today as in the past. For the same evils: wars, destruction and injustice exist.
My persistence in writing means now it's dark and I'm here, staring at the sky, trying to hear again the voice of my Little Star. Perhaps I'm wrong, it could be the more I try the less I'll hear her. In short, it's clear that she will talk to me again and that I will finally hear her voice and look right in her eyes once again, as I did millions of years ago. However even if she decides today to speak to me again so far I can only hear her voice from what seems to be millions of years. If I hear her and see her soon it's because millions of years ago she decided to meet me. You can understand now how rather complex my situation is and I can't wait millions of years; or should I?
Maybe to be able to see her again I should just dream again, as I have always done, because dreams are out of time, dreams are out of space, dreams are always romantic and dreams can change the world. That's what I meant. For a moment I dreamed again and I even remembered the story that my Little Star told me in my dream.
...I've already written too much. What a pity, it was a very beautiful story "The Story of a Bread called Liberty" I will tell you next time, but it will take millions of years to reach you. Don't worry though, I have not lost patience with the stars.
Now I going to sleep and dream. I 'll dream of little stars and peace, love and freedom. In others words I'll dream of a better world that perhaps will come, but we will not be around to see it.




«Entre noches y días, el sol hará miles temporadas y todavía el mundo recorrerá los mismos espacios de siempre por lo menos por mil siglos, pero nosotros no estaremos aquí.»
Francesco Guccini

Hace mucho tiempo que mi Estrellita no me habla. O más bien, ella me habla, pero es que yo ya no puedo oírla, mejor dicho a entenderla. Pues bien, con respecto a la comprensión siempre he entendido poco, no es algo nuevo. Lo que quiero decir es que tal vez yo y mi Estrellita ya no hablamos el mismo idioma.
Ahora nos soñamos y nada más. Unas noches atrás la soñé y sé que ella me ha soñado, me lo dijo un ángel de la guarda. Pero ahora no quiero complicar las cosas con estrellas, ángeles guardianes o pequeñas alegrías cotidianas. Simplemente recibí un mensaje desde al cielo, que por supuesto yo no entendí porque soy un cabezón, pero lo que estaba claro en el mensaje era que mi Estrellita me había soñado.
Volviendo a mi sueño, que hablando hablando, escribiendo escribiendo, pierdo el hilo de mis pensamientos. No era un buen sueño. De hecho, me desperté muy triste, porque cuando se trata de estrellas, los sueños son la realidad y hay que tener mucho cuidado con lo que soñamos. No me acuerdo de mi sueño, pero soñé que mi Estrellita me hablaba y yo no podía entenderla. Estaba tan lejanas que no podía tampoco escucharla. Por eso me desperté muy triste y me di cuenta de que el sueño es la realidad.
Así que me puse a pensar en cuanto lejos están las estrellas. Increíble, millones de años luz. Voy a explicar lo que significa, pero tengan cuidado porque no es muy fácil de entender. Hablamos de espacios y de tiempos tan grandes que la mente se niega a imaginarlos.
A ver, la luz corre tan rápido que para llegar a un punto distante 300000 kilometros emplea un solo segundo. En dos segundos cubre alrededor de 600000, etc ... Piensen en cuántos Km recorre en un año, aproximadamente 9.461 millardo de km. Y en un millón de años ¿cuántos segundos hay y cuánto camino recorre la luz? Ni siquiera se puede imaginar ¿verdad?
¿Entienden ahora cuánto lejanas están las estrellas más lejanas? No obstante curran tan rápido necesitan años para llegar hasta nosotros. Es por eso que yo y mi Estrellita ya no estamos capaces de encontrarnos. Pero esto no es importante ahora.
Uff... mi costumbre habitual para abrir un millar de paréntesis y luego perder el hilo de mis pensamientos.
En resumen, espacio y tiempo se mezclan. Y hoy las estrellas pueden contarnos también lo que ocurrió hace millones de años. Por eso que son tan sabias, porque tienen una paciencia infinita.
¿Ustedes serían capaces de esperar hasta una semana para decir lo que tiene que decir? Difícil ¿no es así? Ellas esperan hasta ¡millones de años!
La espera silenciosa de los acontecimientos es a menudo la clave para entender lo que está sucediendo a nuestro alrededor.
Luego está el sol que es un poco como la madre de todos que nos dice lo que ha sucedido sólo ocho minutos y medio atrás, al igual que todas las madres, que si tienen algo que reprochar no esperan años.
Las estrellas más distantes al contrario nos observan en el presente desde arriba y saben lo que está pasando hoy en día, pero como viejos sabios abuelos nos encantan cos cuentos de millones de años atrás.
Si sabíamos escucharlas aprenderíamos a no repetir los mismos errores del pasado. En cambio, aquí estamos, pobres humanos, sufriendo siempre por los mismos males, hoy como ayer: guerras, destrucciones e injusticias.
A fuerza de escribir se ha oscurecido y yo estoy aquí mirando al cielo para intentar volver a escuchar la voz de mi Estrellita. Quizás aquí me equivoco, más espero y menos probablemente volveré a escucharla. O sea, está claro que volverá a hablarme y que por fin podré eschucar su voz de nuevo y mirarla otra ves en los ojos, como lo hice hace millones de años, pero incluso si ella decide hoy de hablarme de nuevo, está así distante que yo podré oirla sólo en millones de años. O si la escucharé y veré pronto es porque hace millones de años atrás ella se decidió a encontrarme. Pueden ahora entender que la situación es bastante compleja y yo no puedo esperar millones de años ¿o si?
Quizás para verla de nuevo tendría qua volver a soñar, como siempre lo hice, porque los sueños no tienen tiempo, los sueños están a la base de todo, los sueños siempre están románticos, con los sueños podemos cambiar el mundo. Mira, por un momento he volvido a soñar y me acordé también el cuento que mi Estrellita me ha contado en mi sueño.
Pero ahora ya he escribido demasiado. Que lástima, era un cuento bonito, se llamaba «El Cuento del Pán llamado Libertad». Voy a contarla la próxima vez, pero no en milliones de años, no se preocupen que yo no tengo la pacienca de las estrellas.
Ahora voy a dormir y a soñar. A soñar de Estrellitas y de paz, de amores y de libertad. O sea voy a soñar un mundo nuevo que quizás llegará, pero nosotros no estaremos.